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		<title><![CDATA[Comunicati, Notizie ed Eventi]]></title>
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		<description><![CDATA[]]></description>
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		<lastBuildDate>Wed, 10 Dec 2025 17:00:00 +0100</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[La nuova perizia sulla morte di David Rossi: è stato un omicidio]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000037"><div><span class="fs12lh1-5 cf1">David Rossi, allora capo della comunicazione della Banca Monte dei Paschi di Siena, precipitò dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni il 6 marzo 2013, nel pieno di una grande tensione all’interno dell’Istituto di credito a seguito dell’acquisizione di Banca Antonveneta.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">La morte del dirigente fu archiviata come suicidio, ma numerose furono le anomalie relative alle indagini che hanno sempre messo in discussione tale conclusione. L’indagine per istigazione al suicidio è sempre stata oggetto di un acceso dibattito, soprattutto per il modo affrettato e superficiale adottato, che ha ignorando molti particolari degni di un approfondimento scientifico forense, ma anche di tipo investigativo tradizionale. In particolare, il corpo della vittima presentava diverse contusioni, graffi sul viso e ferite al torace e allo stomaco, segni verosimilmente incompatibili con un’azione suicidaria. Le immagini della videosorveglianza (telecamera n. 6) mostravano la caduta e una lenta agonia di circa venti minuti. Il dettaglio più inquietante è la caduta di un oggetto (probabilmente l'orologio di Rossi) cinque minuti dopo la precipitazione del manager, elemento che suggerisce la presenza di altre persone nell'ufficio o nei pressi della finestra. Per quanto riguarda i rilievi iniziali, il primo magistrato giunto sul posto riportò un'annotazione sbrigativa, descrivendo il gesto come suicidio e la dinamica sulla base di cavi rotti e alla posizione sulla barra di protezione della finestra. Ora, invece, cambia tutto a seguito delle nuove perizie illustrate dal tenente colonnello Adolfo Gregori del RIS dei Carabinieri e dal dottor Robbi Manghi, medico legale, per la Commissione parlamentare di inchiesta bis sulla morte di David Rossi. Una perizia si è concentrata sulla dinamica della caduta, sulle prove di tenuta del cinturino dell’orologio indossato da Rossi e sulle origini delle lesioni al polso sinistro.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">In particolare, il tenente colonnello Gregori ha confermato che</span><span class="fs12lh1-5 cf1"> </span><i><span class="fs12lh1-5 cf1">«il dato certo è che quando David Rossi è precipitato, qualcuno lo teneva per il polso sinistro appeso al balcone»</span></i><span class="fs12lh1-5 cf1">. Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare, ha dichiarato:</span><span class="fs12lh1-5 cf1"> </span><i><span class="fs12lh1-5 cf1">«La pista, adesso, è quella dell’omicidio o dell’omicidio come conseguenza di altro reato: sicuramente, l’hanno tenuto appeso fuori dalla finestra e le lesioni che ha sul polso sono state create»</span></i><span class="fs12lh1-5 cf1">. Inoltre, la Commissione ha dato mandato per ulteriori approfondimenti sui sistemi tecnologici e, in particolare, sull'analisi di un uomo misterioso ripreso in un video, disponendo un confronto con i dati acquisiti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Questi nuovi approfondimenti hanno smentito categoricamente la tesi del suicidio, portando la Commissione parlamentare a ipotizzare formalmente l'omicidio e spingendo la famiglia a chiedere la riapertura ufficiale delle indagini con il fascicolo per omicidio contro ignoti.</span></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5">Le ultime analisi forensi hanno di fatto confermato i sospetti di un "suicidio imperfetto" evidenziati in una ricerca condotta all’Istituto di Scienze Forensi nel 2021, che si può trovare al seguente indirizzo internet:</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.scienzeforensi.net/blog/?la-morte-di-david-rossi--omicidio-o-suicidio" target="_blank" class="imCssLink">» vai alla pagina</a></span></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 16:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chi sono i professionisti che lavorano nel sistema penitenziario]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Comunicati"><![CDATA[Comunicati]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000039"><div>Quando pensiamo al carcere, l’immagine che balza subito alla
mente è quella delle chiavi che girano nella toppa e delle divise. Ma un
istituto penitenziario è una macchina estremamente complessa, una sorta di
"micro-città" dove la sicurezza è solo uno dei tasselli. Per far sì
che la pena non sia solo tempo perso, ma un percorso di ricostruzione, entrano
in gioco diverse figure che lavorano, spesso nell'ombra, per trasformare il
concetto costituzionale di rieducazione in realtà quotidiana.</div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5">La prima linea: sicurezza
e osservazione</span></b></div>

<div>Il volto più noto del sistema è quello della Polizia
Penitenziaria. Tuttavia, il loro ruolo è profondamente cambiato nel tempo. Infatti,
non sono più soltanto i custodi delle mura, ma i primi osservatori del
cambiamento. Vivendo a stretto contatto con i detenuti, sono gli unici in grado
di intercettare segnali di disagio o progressi comportamentali che
sfuggirebbero a chiunque altro. La loro funzione è il presupposto per tutto il
resto, perché senza un ambiente sicuro, nessun progetto di recupero può essere
avviato.</div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Come si arriva a indossare la divisa</b></div>

<div>Non è un percorso semplice, ma una vera e propria maratona
selettiva che inizia con un concorso pubblico bandito dal Ministero della
Giustizia. Per candidarsi come allievi agenti, bisogna essere cittadini
italiani, avere una condotta morale impeccabile e un'età compresa tra i 18 e i
28 anni. Sebbene una parte dei posti sia spesso riservata a chi ha già servito
nelle Forze Armate (come i volontari in ferma prefissata), i concorsi sono
ormai regolarmente aperti anche ai civili, purché in possesso del diploma di
maturità.</div>

<div>Vincere il concorso significa superare diverse sfide. Si
comincia con una prova scritta di cultura generale, per poi passare ai test di
efficienza fisica, dove bisogna dimostrare agilità e resistenza nel salto in
alto, nella corsa e nei piegamenti. Seguono poi rigorosi accertamenti medici e
psicologici, in quanto in un ambiente delicato come quello del carcere, la
stabilità emotiva e la capacità di gestire lo stress sono doti fondamentali che
gli psicologi valutano con estrema attenzione.</div>

<div>Una volta superate le selezioni, il percorso continua
"tra i banchi". L'aspirante agente affronta un periodo di formazione
di circa sei mesi presso le scuole dell'Amministrazione penitenziaria. È qui
che la teoria del diritto si mescola all'addestramento pratico, preparando le
reclute a diventare agenti di polizia giudiziaria e di Pubblica Sicurezza.
Durante questi mesi, l'allievo riceve già uno stipendio, iniziando a
familiarizzare con la responsabilità che lo attende.</div>

<div>Per chi punta a ruoli di comando o di coordinamento,
esistono poi strade diverse: i concorsi per vice ispettori, accessibili con il
diploma, o quelli per commissari, riservati a chi ha conseguito una laurea
magistrale in materie giuridiche o economiche. In ogni caso, che si entri come
agente o come funzionario, varcare quella soglia significa assumersi l'impegno
di essere, allo stesso tempo, garanti della legge e testimoni del difficile
percorso umano di chi è ristretto.</div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Gli architetti del
cambiamento: l’area pedagogica</span></b></div>

<div>Al centro dell'ingranaggio troviamo il direttore e il funzionario
della professionalità giuridico-pedagogica, meglio conosciuto come educatore.
Se il primo ha il compito titanico di far quadrare l’amministrazione, la
sicurezza e i conti di una struttura spesso sovraffollata, l’educatore è il
vero regista del percorso del detenuto. È lui che ascolta, propone attività
lavorative o scolastiche e scrive quelle relazioni fondamentali che finiranno sulla
scrivania dei giudici. L’educatore non giudica il reato, ma cerca di capire chi
è diventata la persona oggi e se è pronta a tornare, un domani, nella società.</div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Come si arriva a ricoprire questi ruoli così delicati?</b></div>

<div>Non ci si improvvisa "architetti del cambiamento",
perché serve un bagaglio accademico solido e il superamento di concorsi
pubblici nazionali molto selettivi.</div>

<div>Per chi aspira a diventare educatore, la strada passa per
una laurea in ambito sociale o giuridico: Scienze dell'educazione, Psicologia,
Sociologia o Giurisprudenza sono i titoli richiesti per accedere al concorso.
Una volta superate le prove scritte sull'ordinamento penitenziario e sulla
pedagogia, il candidato deve affrontare colloqui attitudinali mirati. L'obiettivo
è verificare che possieda non solo le conoscenze tecniche, ma anche
l'equilibrio emotivo necessario per confrontarsi ogni giorno con le storie di
chi ha sbagliato. Dopo aver passato le selezioni, si segue un periodo di
tirocinio pratico negli istituti, dove si impara a trasformare la teoria del
"trattamento" in progetti reali di vita.</div>

<div>La sfida si fa ancora più alta per chi punta alla direzione.
Il direttore è un dirigente dello Stato e, per diventare tale, occorre una
laurea magistrale in Giurisprudenza, Economia o Scienze politiche. Il concorso
per la carriera dirigenziale è tra i più complessi della Pubblica
Amministrazione, in quanto richiede una preparazione vastissima che spazia dal
diritto penale alla contabilità di Stato. I vincitori di concorso non entrano
subito in ufficio, ma affrontano un intero anno di formazione specialistica
presso la Scuola Superiore dell'Esecuzione Penale. È qui che imparano a gestire
quella miscela esplosiva fatta di burocrazia, gestione del personale e,
soprattutto, umanità dolente.</div>

<div>In entrambi i casi, varcare la soglia del carcere come
funzionario significa aver scelto una professione che richiede una preparazione
tecnica d'eccellenza, ma che non può prescindere da una profonda sensibilità
civile. È un lavoro che non si esaurisce dietro una scrivania, ma che si gioca
ogni giorno nei corridoi e nelle sezioni, cercando di dare un senso compiuto a
quella parola così difficile: rieducazione.</div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5">La mente e il contesto: esperti
e assistenti sociali</span></b></div>

<div>Il lavoro della "dissezione" della personalità
spetta invece ai cosiddetti esperti ex art. 80, ovvero psicologi e criminologi
clinici. Questi professionisti non cercano scuse per il reato commesso, ma
cercano spiegazioni. Analizzano i meccanismi mentali, valutano quanto un
soggetto sia ancora pericoloso e lavorano per aiutare il detenuto a fare i
conti con il proprio passato.</div>

<div>Ma un individuo non è un’isola, e qui entra in gioco l’assistente
sociale degli uffici di esecuzione esterna (UIEPE). Il suo sguardo è rivolto
fuori dal carcere: analizza la famiglia, il quartiere e le possibilità di
lavoro. Perché non serve a nulla cambiare una persona se poi, una volta fuori,
la si rimanda esattamente nello stesso ambiente tossico che l’ha portata a
sbagliare.</div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Come si accede a questi ruoli così specifici?</b></div>

<div>Per gli esperti psicologi e criminologi ex art. 80, la
strada è particolare: non sono dipendenti pubblici "di ruolo", in
quanto operano come liberi professionisti convenzionati. Per entrare in questo
elenco, bisogna possedere una laurea magistrale (in Psicologia o, per i
criminologi, spesso in Giurisprudenza, Medicina o Sociologia con una successiva
specializzazione in Criminologia) e l’abilitazione professionale se la
professione è regolamentata. Periodicamente, i vari distretti penitenziari
pubblicano dei bandi per l'aggiornamento degli elenchi degli esperti. Chi viene
selezionato firma una convenzione e viene pagato "a ore" per le
prestazioni svolte all'interno degli istituti, collaborando attivamente
all'osservazione scientifica della personalità durante le equipe. </div>

<div>Non si tratta di un lavoro “full time”. Quindi, di norma, l’esperto
ex art. 80 svolge già una propria attività professionale principale per
arrivare ad avere, alla fine del mese, quanto basta per mantenersi (es. psicologo
che svolge la libera professione).</div>

<div>Diverso è il percorso per diventare assistente sociale
penitenziario (funzionario di servizio sociale). In questo caso si tratta di un
impiego pubblico a tempo indeterminato nell'Amministrazione della giustizia. Il
requisito fondamentale è la laurea in Servizio sociale e il superamento
dell'esame di Stato per l'iscrizione all'Albo professionale. Una volta ottenuti
i titoli, bisogna attendere il bando di concorso pubblico nazionale. Le prove
d'esame si concentrano non solo sulle tecniche di servizio sociale, ma anche su
una profonda conoscenza del diritto penitenziario e penale, oltre che delle
politiche di welfare.</div>

<div>In entrambi i casi, che si tratti di un consulente esterno o
di un funzionario di ruolo, la sfida è la stessa: possedere una preparazione
accademica di altissimo livello per riuscire a leggere tra le pieghe di storie
di vita spesso frammentate, cercando di ricomporle in un progetto di futuro
sostenibile.</div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Salute e integrazione: un
ponte con il mondo esterno</span></b></div>

<div>All'interno delle mura, la salute è garantita dal personale
sanitario del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Medici e infermieri
affrontano ogni giorno una sfida unica: curare persone la cui sofferenza fisica
è spesso intrecciata a un profondo disagio psicologico legato alla privazione
della libertà. Infine, il quadro non sarebbe completo senza i mediatori culturali
e i volontari. In un sistema dove la presenza di stranieri è massiccia, il
mediatore è colui che traduce non solo le parole, ma i codici culturali,
evitando che l’incomprensione si trasformi in conflitto. I volontari, invece,
rappresentano il soffio della società civile che entra in carcere: portano
teatro, musica, sport e, soprattutto, ricordano a chi è "dentro" che
il mondo fuori non si è dimenticato di loro.</div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Come si
accede a questi compiti così diversi tra loro?</b></div>

<div>Per quanto riguarda il personale sanitario, il percorso non
differisce da quello di chi lavora negli ospedali cittadini, poiché, dal 2008,
la medicina penitenziaria è passata sotto la gestione delle aziende sanitarie
locali. Pertanto, medici, infermieri e specialisti (come gli psichiatri, figure
chiave in questo contesto) sono dipendenti della Sanità pubblica o liberi
professionisti convenzionati con la stessa. Per entrare in carcere devono
vincere un concorso pubblico indetto dalle singole aziende sanitarie o
rispondere a specifici avvisi per incarichi libero-professionali. La loro è una
scelta di frontiera: lavorare in un ambulatorio dietro le sbarre richiede,
oltre alla laurea e all'abilitazione, una capacità di ascolto clinico che va
ben oltre la semplice prescrizione medica.</div>

<div>L'accesso per i mediatori culturali segue invece una logica
di consulenza. Spesso l’Amministrazione penitenziaria o gli enti locali
attivano convenzioni con cooperative sociali o associazioni specializzate. Per
ricoprire questo ruolo è necessario possedere una formazione specifica in
mediazione interculturale e, ovviamente, una perfetta padronanza delle lingue e
delle culture di riferimento. Non si tratta di semplici interpreti: sono
professionisti che devono saper navigare tra le regole ferree dell'istituto e
le diverse sensibilità dei detenuti stranieri.</div>

<div>Infine, il mondo del volontariato segue una strada tutta
sua, regolata dagli articoli 17 e 78 dell'Ordinamento penitenziario. Qui non si
parla di concorsi o stipendi, ma di una rigorosa procedura di autorizzazione.
Chi vuole portare la propria arte, il proprio tempo o le proprie competenze in
carcere deve presentare un progetto che venga approvato dalla direzione dell'istituto
e, in molti casi, ottenere il nulla osta dal Ministero o dal magistrato di sorveglianza.
È un controllo necessario per garantire che l'entusiasmo della società civile
si integri correttamente con le complesse esigenze di sicurezza del sistema.</div>

<div>Che si tratti di un medico in corsia o di un volontario che
organizza una partita di calcio, l'obiettivo resta comune: far sì che il
carcere non sia un luogo di isolamento totale, ma uno spazio dove la dignità
umana e la salute restino diritti inalienabili.</div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Conclusioni</span></b></div>

<div>Il carcere non è un compartimento stagno gestito da una sola
categoria. È un coro di voci diverse, legali, sanitarie, sociali e di sicurezza,
che devono necessariamente cantare la stessa melodia. L’obiettivo finale non è
solo la punizione, ma fare in modo che quel cancello, quando si riaprirà, si
chiuda alle spalle di un cittadino nuovo, consapevole del suo passato delittuoso
e pronto a vivere nel pieno rispetto delle leggi e delle regole sociali.</div>

<div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 12:57:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Il seminario in materia di esplosivistica forense tenuto dal dr. Danilo Coppe]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000036"><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>“Cosa è esploso? Quanto ne è esploso? Come si è
innescato?</i>”</b></span>. Queste le tre domande alla base dell’intenso e interessante
seminario tenuto dal dr. Danilo Coppe il 17 aprile 2025 presso il nostro
Istituto.</div><div><span class="fs12lh1-5">Con animo e passione, partendo da un caso reale segnato dall’assenza
di una risposta univoca, a causa dalla mancata corretta preservazione della
scena dell’evento, ha portato la sua lunga esperienza sul campo, chiarendo quali
sono i punti chiave dell’investigazione delle esplosioni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nel corso dell’evento, è stata, inoltre, sottolineata l’importanza
della figura dell’ausiliario di polizia giudiziaria (ex art. 348 c.p.p., c. 4
ndr), il quale può fornire un contributo notevole nell’analisi di
un’esplosione. Con un occhio di riguardo rispetto all’importanza di un accurato
sopralluogo e di un sistema di repertamento che tenga conto anche della
tridimensionalità, il dr. Coppe ha illustrato le diverse tipologie di tracce
che è possibile individuare sulla scena di un’esplosione e il rilievo che le
stesse hanno per rispondere ai tre fondamentali quesiti rivolti all’esperto di
esplosivistica.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Geominerario esplosivista, esperto di Blasting Enineering,
fondatore e presidente dell’IRE Istituto Ricerche Esplosivistiche, docente
universitario e formatore per diversi enti della Difesa, consulente tecnico per
tribunali e procure della Repubblica, spesso impegnato anche come ausiliario di
polizia giudiziaria, già direttore esplosivista per l’abbattimento del “Ponte
Morandi” a Genova, il dr. Danilo Coppe è uno dei maggiori esperti italiani nel
campo dell’esplosivistica.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">In attesa di un’ulteriore possibilità di approfondimento,
ringraziamo il dr. Coppe per la disponibilità e la competenza portata in questa
innovativa esperienza formativa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Riproduzione riservata</span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 13:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Attenzione ai corsi "abilitanti" al ruolo di CTU e perito del tribunale]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Comunicati"><![CDATA[Comunicati]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000035"><div><b class="fs14lh1-5">Comunicato della Presidenza Nazionale e della Segreteria Generale</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Sede Nazionale, 17 aprile 2025</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">A seguito di varie domande e segnalazioni ricevute da diversi iscritti e sulla scorta di un’analisi relativa all’offerta sul web di alcuni </span><span class="fs12lh1-5"><b>corsi e master che recano la dicitura “abilitante per l’iscrizione agli albi CTU e periti del tribunale”</b> o altre simili, si comunica (come già avvenuto in passato) che </span><span class="imUl fs12lh1-5"><b>non esistono corsi o master “abilitanti”</b></span><span class="fs12lh1-5"> ai predetti albi di ausiliari esperti del giudice, ovvero corsi che forniscono un automatismo o una "corsia preferenziale" per l'accesso agli stessi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quanto riportato sopra </span><span class="fs12lh1-5"><b>vale per tutte le categorie professionali </b>oltre la nostra, </span><span class="fs12lh1-5"><b>anche per quelle organizzate in ordini o collegi</b></span><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>I requisiti per svolgere le attività di CTU e/o perito del tribunale </b></span>(si ripete “...<span class="fs12lh1-5">anche per quelle organizzate in ordini o collegi</span><span class="fs12lh1-5">”) </span><span class="fs12lh1-5"><b>sono quelli</b></span><span class="fs12lh1-5"> </span><b class="fs12lh1-5">fissati dall'articolo 4 del Decreto del Ministero della Giustizia 4 agosto 2023, n. 109 (</b><b class="fs12lh1-5"><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/08/11/23G00121/sg" target="_blank" class="imCssLink">» leggi il testo del decreto</a></b><b class="fs12lh1-5">)</b><span class="fs12lh1-5">.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I colleghi ANCRIM che desiderano candidarsi ai ruoli di CTU e/o perito del tribunale, possono consultare la pagina</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.ancrim.it/albo nazionale ctu e periti tribunale.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.ancrim.it/albo nazionale ctu e periti tribunale.html', null, false)">» CTU e Periti: informazioni e raccomandazioni</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 08:59:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.ancrim.it/blog/files/Non-esistono-corsi-abilitanti-ruolo-CTU-e-periti-del-tribunale_thumb.jpg" length="74868" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.ancrim.it/blog/?attenzione-ai-corsi--abilitanti--al-ruolo-di-ctu-e-perito-del-tribunale</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Albo telematico CTU e Periti Ministero della Giustizia: comunicazioni e istruzioni]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Comunicati"><![CDATA[Comunicati]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002E"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Dal 4 gennaio 2024 è operativo il </span><b class="fs12lh1-5">Portale del Ministero della Giustizia</b><span class="fs12lh1-5"> dove è possibile procedere </span><b class="fs12lh1-5">all’iscrizione obbligatoria per i CTU e Periti <u>già iscritti agli albi del Tribunale</u></b><span class="fs12lh1-5">. </span><b class="fs12lh1-5">Si ricorda che la scadenza è il 4 marzo p.v.</b><span class="fs12lh1-5"> per chi è già iscritto ad un albo dei CTU e/o Periti e che, se non si procede all’iscrizione sul Portale e all’invio della domanda, si decade come CTU e/o Perito a partire dal 5 marzo 2024. Inoltre, contrariamente a quanto diffuso precedentemente dalle fonti ministeriali, per </span><b class="fs12lh1-5">le nuove domande di iscrizione come <u>Perito</u> (penale), le stesse possono essere presentate <u>in qualsiasi periodo dell’anno</u></b><span class="fs12lh1-5">, mentre </span><b class="fs12lh1-5">per le nuove richieste di iscrizione come <u>CTU</u> (civile) <u>restano valide le “finestre” temporali 1° marzo - 30 aprile e 1° settembre - 31 ottobre di ogni anno</u></b><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5">Ricapitolando</b></div><div><ul type="square"><li><span class="fs12lh1-5"><b>Nuove richieste di iscrizione agli albi dei CTU </b>(civile): finestre 01/03 - 30/04 e 01/09 - 31/10 di ogni anno (da effettuarsi tramite il Portale del Ministero).</span></li></ul><ul type="square"><li><span class="fs12lh1-5"><b>Nuove richieste di iscrizione agli albi dei Periti </b>(penale): qualsiasi momento dell’anno (da effettuarsi </span>tramite il Portale del Ministero).</li></ul><ul type="square"><li><span class="fs12lh1-5"><b>CTU e Periti <u>già iscritti</u> negli albi dei CTU e Periti</b>: si ha tempo <b>fino al 4 marzo 2024</b>. Bisogna procedere all’iscrizione </span>sempre sul Portale del Ministero. Dopo il 4 marzo 2024, il CTU e/o Perito che non ha effettuato la procedura <span class="fs12lh1-5">decade dall’iscrizione all’albo, dovrà presentare una nuova domanda e sottostare all’intero iter procedurale come fosse la prima volta che chiede l’iscrizione.</span></li></ul><br><span class="fs12lh1-5">Ora veniamo alla procedura per la richiesta di <b>prima iscrizione all’albo dei Periti</b> (possibile in qualsiasi momento dell’anno) e della procedura per l’iscrizione (in realtà è una semplice conferma) all’albo telematico <b><u>per i CTU e Periti già iscritti</u></b>. Benché la procedura sia semplice, <b><u>si consiglia di eseguirla in un momento di tranquillità</u></b> (serve almeno 1 ora e mezza), perché i dati richiesti sono molti. Si consiglia altresì di avere davanti il proprio curriculum con le date (mese e anno) di tutti i titoli di studio, dei corsi frequentati, delle certificazioni, delle pubblicazioni ecc.</span></div><div class="imTAJustify"><b class="imTALeft fs14lh1-5"><br></b></div><div class="imTAJustify"><b class="imTALeft fs14lh1-5">Registrarsi sul Portale dei Servizi Telematici del Ministero della Giustizia</b><br></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"><a href="https://pst.giustizia.it/PST/it/services.page" target="_blank" class="imCssLink">https://pst.giustizia.it/PST/it/services.page</a></span><div class="imTALeft">e seguire le istruzioni del <span class="fs12lh1-5"><b>PRIMO VIDEO</b></span> tutorial del Ministero: <a href="https://www.giustizia.it/giustizia/page/it/come_fare_per_iscrizione_albi_consulenti_tecnici_periti?tab=d#" target="_blank" class="imCssLink">clicca qui</a></div><div class="imTALeft"><b class="fs14lh1-5"><br></b></div><div class="imTALeft"><b class="fs14lh1-5">Successivamente andrà compilata la </b><b class="fs14lh1-5">domanda di iscrizione</b></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://alboctuelenchi.giustizia.it/gestione-albi/home" target="_blank" class="imCssLink">https://alboctuelenchi.giustizia.it/gestione-albi/home</a></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">e seguire le istruzioni del</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><b>SECONDO</b></span><b class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5"> VIDEO</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">tutorial del Ministero:</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.giustizia.it/giustizia/page/it/come_fare_per_iscrizione_albi_consulenti_tecnici_periti?tab=d#" target="_blank" class="imCssLink">clicca qui</a></span></div><div class="imTALeft"><div><br></div><div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5">Documenti da preparare prima di iniziare, perché, nell’ultima parte, il sistema vi chiederà di allegarli (si consiglia di raggruppare i file in un’unica cartella sul Desktop, in modo da individuare subito l’allegato richiesto).</b></div><ul type="square"><li><span class="fs12lh1-5"><b class="imTALeft">Certificato di iscrizione ANCRIM</b><span class="imTALeft"> - Attestato di Qualità e Qualificazione professionale (va bene il .pdf che spedisce l’ANCRIM agli iscritti in regola - deve essere, ovviamente, quello del 2024);</span></span></li><li><b class="fs12lh1-5">Copia fronte e retro della carta di identità</b></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Autocertificazioni</b> ex DPR 445/2000. Stampare, firmare in originale, allegare documento a ogni autocertificazione e scansionare. <b><u>Ogni file .pdf deve corrispondere ad una autocertificazione</u></b>.</span></li></ul><div class="imTAJustify"><ol><li class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">residenza: dichiarazione di essere residenti o di avere domicilio professionale nella circoscrizione del Tribunale in cui viene presentata la domanda;</span></li><li class="imTALeft">estratto dell’atto di nascita;</li><li class="imTALeft">casellario generale giudiziario;</li><li class="imTALeft">regolarità dei crediti formativi professionali (aggiornamento obbligatorio annuale ANCRIM).</li></ol></div><ul type="square"><li><b class="imTALeft fs12lh1-5">Titoli / documenti a dimostrazione della capacità tecnica</b><span class="imTALeft fs12lh1-5">: inviare la stessa documentazione inviata per l’iscrizione ad ANCRIM oltre, naturalmente, ad altri documenti relativi ad attività formative o esperienze svolte in seguito all’iscrizione all’Associazione </span><b class="imTALeft fs12lh1-5"><u>in un unico file .pdf</u></b><span class="imTALeft fs12lh1-5">.</span></li><li><b class="fs12lh1-5">Ulteriore documentazione rilevante</b><span class="fs12lh1-5">:</span><b class="fs12lh1-5"> </b><span class="fs12lh1-5">si consiglia di inviare il proprio curriculum aggiornato (anche questo </span><b class="fs12lh1-5">in un unico file .pdf</b><span class="fs12lh1-5">).</span></li> </ul></div></div><div class="imTALeft"> </div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Corsico (Milano), 08 gennaio 2024 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Il Segretario Generale Nazionale</span></div><div class="imTALeft"><i><span class="fs11lh1-5">Prof. MASSIMO BLANCO</span><span class="fs11lh1-5"> </span></i></div></div></div> &nbsp;</div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Jan 2024 16:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Albo CTU e Periti: le novità del DM 4 agosto 2023, n. 109]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Comunicati"><![CDATA[Comunicati]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002C"><div class="imTALeft">Il 26 agosto 2023 è entrato in vigore il <i>“Regolamento concernente l'individuazione di ulteriori categorie dell'albo dei consulenti tecnici di ufficio e dei settori di specializzazione di ciascuna categoria, l'individuazione dei requisiti per l'iscrizione all'albo, nonché la formazione, la tenuta e l'aggiornamento dell'elenco nazionale, ai sensi dell'articolo 13, quarto comma, delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, aggiunto, unitamente all'articolo 24-bis, rispettivamente dall'articolo 4, comma 2, lettere a) e g), del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, e richiamato dagli articoli 15 e 16 delle stesse disposizioni per l'attuazione, come novellati, dallo stesso articolo 4, comma 2, lettera b) nn. 1 e 3, lettera c), nn. 1 e 2. (23G00121)” </i><span class="fs12lh1-5">di cui al Decreto del Ministero della Giustizia 4 agosto 2023, n. 109</span><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Il decreto in argomento prevede l’istituzione degli </span><b class="fs12lh1-5"><u>albi telematici</u> dei CTU e dei Periti</b><span class="fs12lh1-5"> (che sostituiranno gli albi cartacei attualmente tenuti da ogni tribunale) e contiene un’</span><b class="fs12lh1-5">importante novità</b><span class="fs12lh1-5"> </span><b class="fs12lh1-5">che riguarda anche gli iscritti all’ANCRIM</b><span class="fs12lh1-5"> quale associazione professionale che rilascia l’Attestato di qualità e qualificazione professionale dei servizi prestati ai sensi degli artt. 4, 7 e 8 della legge 14 gennaio 2013, n. 4. Infatti, all’</span><b class="fs12lh1-5">articolo 4 del DM 109/2023</b><span class="fs12lh1-5">, tra i requisiti per l’iscrizione all’albo dei consulenti tecnici d’ufficio e periti, viene riportato quanto segue (si evidenziano i passi che ci riguardano):</span></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">1. …possono essere iscritti nell'albo coloro che:</i></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5"><i class="fs12lh1-5">a) sono iscritti nei rispettivi ordini o collegi professionali, o ruoli, <u>o associazioni professionali</u>;</i></b></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">b) sono in regola con gli obblighi di formazione professionale continua, ove previsti;</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">c) sono di condotta morale specchiata;</i></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5"><i>d) sono dotati di speciale competenza tecnica nelle materie oggetto della categoria di interesse</i></b><i class="fs12lh1-5">;</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">e) hanno residenza anagrafica o domicilio professionale ai sensi dell'articolo 16 della legge 21 dicembre 1999, n. 526 nel circondario del tribunale.</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">2. Ai fini del comma 1, lettera a), il professionista deve essere iscritto nel rispettivo ordine o collegio professionale. <b><u>Per le professioni non organizzate in ordini o collegi, il professionista deve essere iscritto</u></b> nel ruolo dei periti e degli esperti tenuto dalla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura <b>o <u>ad una delle associazioni professionali inserite nell'elenco di cui all'articolo 2, comma 7, della legge 14 gennaio 2013, n. 4, che rilasciano l'attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati dai soci</u></b>.</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">3. Gli obblighi di formazione professionale continua di cui al comma 1, lettera b), sono quelli previsti dai rispettivi ordinamenti professionali o, <b><u>per le professioni non organizzate in ordini o collegi, dall'associazione di cui all'articolo 2 della legge n. 4 del 2013 alla quale è iscritto l'aspirante</u></b>.</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">4. <b><u>Il requisito della speciale competenza tecnica</u> previsto dal comma 1, lettera d), <u>sussiste quando</u> con specifico riferimento alla categoria e all'eventuale settore di specializzazione <u>l'attività professionale è stata esercitata per almeno cinque anni in modo effettivo e continuativo</u></b>.</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">5. <b>In mancanza del requisito di cui al comma 4</b>, la speciale competenza tecnica è riconosciuta quando ricorrono almeno due delle seguenti circostanze:</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">a) <b>possesso di adeguati titoli di specializzazione o approfondimento post-universitari, purché l'aspirante sia iscritto da <u>almeno cinque anni</u></b> nei rispettivi ordini, collegi <b><u>o associazioni professionali</u></b>;</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">b) <b>possesso di adeguato curriculum scientifico, comprendente, a titolo esemplificativo, attività di docenza, attività di ricerca, iscrizione a società scientifiche, pubblicazioni su riviste scientifiche</b>;</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">c) conseguimento della certificazione UNI relativa all'attività professionale svolta, rilasciata da un organismo di certificazione accreditato.</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">6. Per la categoria medico-chirurgica, ai fini di cui al comma 4 rileva l'esercizio della professione successivamente al conseguimento del titolo di specializzazione. Per la specializzazione in medicina legale, non si applica il requisito di cui al comma 4 ed è sufficiente il possesso di uno tra quelli previsti al comma 5, lettere a) e b).</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">7. L'aspirante può essere iscritto, nell'ambito del medesimo albo, in più categorie o settori di specializzazione, quando soddisfa i requisiti previsti per ciascuno di essi.</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">8. Ai fini dell'iscrizione nella categoria e nel settore di specializzazione richiesti, la speciale competenza tecnica è valutata dal comitato.</i></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">In virtù di quanto sopra, potranno presentare istanza di iscrizione all’albo dei CTU e Periti i colleghi che si trovano in </span><b class="fs12lh1-5"><u>una</u></b><span class="fs12lh1-5"> delle seguenti condizioni (o la numero 1 o la numero 2):</span></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5">1. Iscrizione ad ANCRIM con anzianità inferiore a cinque anni</b><span class="fs12lh1-5">: il collega dovrà dimostrare di aver </span><b class="fs12lh1-5">esercitato <u>effettivamente e continuativamente</u> la professione per <u>almeno cinque anni</u></b><span class="fs12lh1-5"> (quindi, anche prima dell’iscrizione all’ANCRIM);</span></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5">2. Iscrizione all’ANCRIM da almeno cinque anni</b><span class="fs12lh1-5">:</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">a) possesso di adeguati titoli di specializzazione o approfondimento post-universitari;</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">b) possesso di adeguato curriculum scientifico, comprendente, a titolo esemplificativo, attività di docenza, attività di ricerca, iscrizione a società scientifiche, pubblicazioni su riviste scientifiche.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Qualora mancasse uno dei due requisiti di cui sopra, l’iscritto ANCRIM con anzianità di almeno cinque anni potrà frequentare i corsi per il </span><b class="fs12lh1-5">conseguimento della certificazione UNI</b><span class="fs12lh1-5">. Tuttavia, </span><b class="fs12lh1-5">considerato che all’ANCRIM, come è noto, vengono ammessi esclusivamente criminologi e criminalisti in possesso di adeguati titoli e curriculum scientifico (ad esclusione dei Criminalisti senza specializzazione inseriti in elenco come “Assistenti Tecnici Forensi”), il conseguimento della certificazione UNI, per la larghissima maggioranza degli iscritti all’Associazione, di fatto è inutile. Ovviamente, da queste ultime considerazioni restano esclusi i colleghi che non hanno mai esercitato la professione nemmeno come docente, ricercatore, dirigente di associazioni di criminologia, scienze forensi ecc., volontario presso comunità, istituti di pena ecc. (in sostanza, che sono rimasti “fermi” per cinque anni dalla data di iscrizione all’Associazione).</b></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><span style="font-weight: 700;"><br></span>Il 4 gennaio 2024, sarà online il portale del Ministero della Giustizia </span><i class="fs12lh1-5">“Portale Albo CTU, Periti ed elenco nazionale”</i><span class="fs12lh1-5"> in cui saranno presenti tutti i CTU e Periti dei tribunali italiani. Per le modalità di iscrizione o permanenza negli albi, si invita a leggere quanto sotto riportato.</span></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5">Aspiranti CTU (civile)</b></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">I colleghi in possesso dei requisiti potranno utilizzare il portale per presentare la propria candidatura quali CTU del tribunale nella propria circoscrizione di residenza o domicilio professionale. Tale operazione, tuttavia, non potrà essere effettuata in qualsiasi momento, in quanto l’art. 5 del DM 4 agosto 2023, n. 109 prevede che </span><b class="fs12lh1-5">le nuove domande di ammissione potranno essere inoltrate esclusivamente nei seguenti periodi dell’anno</b><span class="fs12lh1-5">:</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">- 1° marzo - 30 aprile</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">- 1° settembre - 31 ottobre</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Pertanto, la prossima “finestra” temporale utile sarà nel periodo 1.03.2024 - 30.04.2024.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><div><b><span class="fs12lh1-5">Aspiranti Periti (penale)</span></b></div><div><div>I colleghi in possesso dei requisiti potranno utilizzare il portale per presentare la propria candidatura quali Periti del tribunale nella propria circoscrizione di residenza o domicilio professionale <span class="fs12lh1-5"><b>in qualsiasi momento dell'anno</b></span>.</div></div></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5">CTU e Periti <u>già iscritti</u> all’Albo CTU e Periti alla data del 4 <u>gennaio 2024</u></b></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">I colleghi già iscritti ad un albo CTU e Periti (attualmente tenuto in forma cartacea da ogni tribunale) dovranno inserire i dati richiesti sul portale, ma tale operazione dovrà essere effettuata </span><b class="fs12lh1-5"><u>entro e non oltre il </u>4 <u>marzo 2024</u></b><span class="fs12lh1-5">. Infatti, </span><b class="fs12lh1-5">dal 4 marzo 2024</b><span class="fs12lh1-5"> gli albi dei CTU e Periti dei tribunali italiani saranno sostituiti dagli albi telematici.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Nell’attesa di notiziarvi prossimamente sulle procedure da seguire, si invita a consultare il testo del DM 4 agosto 2023, n. 109 al seguente link: </span><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:ministero.giustizia:decreto:2023-08-04;109!vig=2023-10-20" target="_blank" class="imCssLink">clicca qui</a></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Corsico (Milano), 29 dicembre 2023 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Il Segretario Generale Nazionale</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><i>Prof. MASSIMO BLANCO </i></span><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Dec 2023 14:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Approvato il ddl sul contrasto alla violenza sulle donne e alla violenza domestica]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Comunicati"><![CDATA[Comunicati]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002B"><div><span class="fs12lh1-5">Nelle ultime ore, il disegno di legge</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">“Disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica”</span></b><span class="fs12lh1-5">, cosiddetto</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">ddl Roccella</span></i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">è stato definitivamente approvato dal Senato all'unanimità con 157 sì, zero contrari e zero astenuti. L’approvazione ha subìto una necessaria accelerazione dopo l’ultimo caso di violenza sulle donne, con l’omicidio di Giulia Cecchettin per mano dell’ex fidanzato Filippo Turetta. Il provvedimento, che aveva già passato l'esame della Camera il 26 ottobre scorso, ha dunque ottenuto l'unanimità ed è legge. Esso è volto, da un lato, a rafforzare le norme del Codice rosso al fine di tutelare le vittime di violenza e le norme di prevenzione quali ammonimento, distanza minima di avvicinamento e braccialetto elettronico, dall’altro ad assicurare la certezza dei tempi dei procedimenti che hanno come oggetto reati di violenza di genere o domestica.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Di seguito i diciannove articoli di cui si compone.</span></div><div><ul><li><b><span class="fs12lh1-5">L'articolo 1</span><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">estende l'ambito di applicazione della disciplina dell'ammonimento del questore, sia d'ufficio che su richiesta della persona offesa, ma anche degli obblighi informativi alle vittime di violenza da parte delle forze dell'ordine, dei presidi sanitari e delle istituzioni pubbliche.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">Nell’articolo 2</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">viene ampliata l'applicabilità da parte dell'autorità giudiziaria delle misure di prevenzione personali, attualmente applicabili ai soggetti indiziati dei delitti di atti persecutori e di maltrattamenti contro familiari e conviventi, anche ai soggetti indiziati di alcuni gravi reati che ricorrono nell'ambito dei fenomeni della violenza di genere e della violenza domestica.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L'articolo 3</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">assicura la priorità assoluta alla trattazione dei processi per violenza, anche di quelli relativi ai reati di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, di costrizione o induzione al matrimonio, di lesioni personali aggravate, di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, di interruzione di gravidanza non consensuale, di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti e di stato di incapacità procurato mediante violenza.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">Nell’articolo 4</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">si prevede che, per i casi relativi ai processi inerenti ai delitti di violenza di genere e domestica, debba essere assicurata priorità anche alla richiesta di misura cautelare personale e alla decisione sulla stessa.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L'articolo 5</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">introduce misure per favorire la specializzazione degli uffici delle procure in materia di violenza di genere e domestica.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L'articolo 6</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">disciplina iniziative formative in materia di violenza contro le donne e violenza domestica. In particolare, si prevede la predisposizione, da parte dell'autorità politica delegata per le pari opportunità, di apposite linee guida nazionali al fine di orientare un'adeguata e omogenea formazione degli operatori che a diverso titolo entrano in contatto con le donne vittime di violenza.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L'articolo 7</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">interviene sul procedimento di applicazione delle misure cautelari nei procedimenti relativi a delitti di violenza domestica e di genere, prevedendo, attraverso l'inserimento nel codice di rito del nuovo articolo 362-bis del codice di procedura penale, che il PM debba richiedere l'applicazione della misura entro trenta giorni dall'iscrizione della persona nel registro delle notizie di reato e che il giudice debba pronunciarsi sulla richiesta nei venti giorni dal deposito dell'istanza cautelare presso la cancelleria.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L'articolo 8</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"> impone al procuratore l’obbligo di acquisire trimestralmente dalle Procure le informazioni sul rispetto dei termini relativi ai procedimenti.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Con l</span><b><span class="fs12lh1-5">’articolo 9</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">viene innalzata la pena prevista relativa alla violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L'</span></b><b><span class="fs12lh1-5">articolo 10</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">permette “</span><i><span class="fs12lh1-5">l’arresto in flagranza differita”</span></i><span class="fs12lh1-5">, in presenza di documentazione video-fotografica o equivalente.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L’articolo 11</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">consente al pm di disporre “</span><i><span class="fs12lh1-5">l’allontanamento urgente dalla casa familiare, con il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, nei confronti della persona gravemente indiziata ove non sia possibile per la situazione di urgenza attendere il provvedimento del giudice”.</span></i></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L'articolo 12</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">interviene in materia di misure cautelari e in particolare di prescrizione del braccialetto elettronico, imponendo alla polizia giudiziaria il previo accertamento della fattibilità tecnica dell'utilizzo dei mezzi elettronici e degli altri strumenti tecnici di controllo, ove il giudice ne abbia prescritto l'applicazione congiuntamente alla misura degli arresti domiciliari, e prevedendo l'applicazione della misura cautelare in carcere nel caso di manomissione dei mezzi elettronici e degli strumenti tecnici di controllo.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L'articolo 13</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">introduce alcune deroghe alla disciplina vigente in materia di criteri di scelta e di condizioni di applicabilità delle misure cautelari coercitive, nonché modifiche alla normativa in tema di conversione dell'arresto in flagranza e del fermo in misura coercitiva.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L'articolo 14</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">stabilisce l’obbligatorietà dell’immediata comunicazione alle vittime di violenza di tutti i provvedimenti che riguardano l’autore di reato.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L'articolo 15</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">stabilisce che “</span><i><span class="fs12lh1-5">ai fini della sospensione condizionale della pena, non è sufficiente la mera partecipazione ai percorsi di recupero, ma occorre che tali percorsi siano superati con esito favorevole</span></i><span class="fs12lh1-5">”.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L'articolo 16</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">modifica la disciplina relativa alla domanda di indennizzo per le vittime di crimini internazionali violenti, di cui all'articolo 13 della legge n. 122 del 2016.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L'articolo 17</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">introduce e disciplina la possibilità di corrispondere in favore della vittima di taluni reati, oppure degli aventi diritto in caso di morte della vittima, una provvisionale, ossia una somma di denaro liquidata dal giudice come anticipo sull'importo integrale che le spetterà in via definitiva.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L'articolo 18</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">dispone che, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, il ministro della Giustizia e l'autorità politica delegata per le pari opportunità adottino un decreto che disciplini le modalità per il riconoscimento e l'accreditamento degli enti e delle associazioni abilitate ad effettuare corsi di recupero degli autori di reati di violenza su donne e violenza domestica.</span></li><li><b><span class="fs12lh1-5">L’articolo 19</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">reca la clausola di invarianza finanziaria, in virtù della quale dall'attuazione del provvedimento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.</span></li></ul><span class="fs12lh1-5">Il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Maria Roccella ha espresso gratitudine per la collaborazione bipartisan nella stesura del testo, sottolineando che la normativa si concentra sulla prevenzione più che sulla repressione. Ha inoltre evidenziato la necessità che le misure cautelari siano scandite da tempi certi e brevi, &nbsp;aggiungendo infine che: «</span><i class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">È solo un primo passo, ma importante, per fermare questa catena di sofferenza e di morte. Ma una legge non basta. Serve un’azione vasta e tenace d’educazione e formazione</span></i><span class="fs12lh1-5">». Il Ministro ha infine accolto svariati ordini del giorno, presentati sia dalla maggioranza che dall'opposizione, infatti, il Senato ha approvato due ordini del giorno del Pd che, combinati a uno della maggioranza, velocizzano le tempistiche per una discussione in Aula sull’introduzione di corsi antiviolenza nelle scuole. Sempre nelle stesse ore il Senato ha presentato il progetto “Educare alle relazioni”, dedicato agli studenti, per affrontare “</span><i class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">il tema del maschilismo – spiega il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara – del machismo e della violenza psicologica e fisica sulle donne".</span></i><br></div><div><i><br></i></div><div><span class="fs11lh1-5">Riproduzione riservata</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 17:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Convegno Nazionale di Criminologia e Criminalistica]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000029"><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.ancrim.it/images/403710973_1077729093681484_6194555974326640273_n.jpg"  width="300" height="400" /><span class="fs12lh1-5">Domenica 19 novembre si è concluso il Convegno Nazionale di Criminologia e Criminalistica organizzato dall’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti (ANCRIM) in collaborazione con l’Istituto di Scienze Forensi e l’Università Popolare UNISED.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il Convegno, tenutosi a Corsico (Milano) presso la Direzione Generale dell’Istituto di Scienze Forensi, si è svolto tra le giornate di venerdì 17 e domenica 19 novembre 2023 e ha rappresentato un risultato importante in quanto prima occasione post-covid e in presenza per conoscere e approfondire l’avanzamento delle scienze criminologiche e forensi, fornendo una ricognizione generale sullo stato dell’arte e sulle prospettive tecnico-scientifiche rispetto alle professioni di criminologo e criminalista, soprattutto in ambito giudiziario.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Diversi gli esperti intervenuti come relatori - tra cui il prof. avv. Guglielmo Gulotta, il prof. Marco Monzani, il prof. Robert Milne e l’avv. Claudio Salvagni - come molteplici e trasversali sono stati gli argomenti trattati.</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">«Tra le finalità dell’Associazione c’è quella di ridare dignità alla professione del criminologo e del criminalista, spesso oggetto di stereotipi mediatici»</span></i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ha dichiarato la prof.ssa</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Deborah Capasso de Angelis</span></b><span class="fs12lh1-5">, presidente ANCRIM, durante la sessione plenaria d’apertura, sottolineando l’importanza di un rapporto sinergico tra le diverse figure professionali nell’ambito forense. Tale collaborazione è stata definita</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">«doverosa e necessaria»</span></i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">anche dal professor</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Marco Monzani</span></b><span class="fs12lh1-5">, docente allo IUSVE (Istituto Universitario Salesiano Venezia) e direttore del Centro Universitario di Studi e Ricerche in Scienze Criminologiche e Vittimologia (SCRIVI), il cui intervento si è focalizzato sui confini ed i relativi ambiti di lavoro e di intervento delle professioni di criminologo e di criminalista, oltre a delineare modalità operative che consentano ai due professionisti di collaborare tra loro all’interno di un’indagine, nel rispetto dei reciproci parametri d’azione.</span></div><div><br></div><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.ancrim.it/images/2.-HEL_0503.jpg"  width="300" height="200" /><span class="fs12lh1-5">Durante la prima giornata di</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">venerdì 17 novembre</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">si è proseguito con l’evoluzione tecnologica dell’insegnamento delle Scienze forensi nel contesto universitario con l’ing.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Andreas Melinato</span></b><span class="fs12lh1-5">, direttore dello European Forensic Institute (Istituto di istruzione superiore di Malta), per poi proseguire con l’intervento dell’ing.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Martino Jerian</span></b><span class="fs12lh1-5">, CEO e fondatore di Amped Software, azienda che produce software e applicazioni</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">utilizzati da Forze dell’Ordine, agenzie governative e specialisti forensi in più di cento paesi, che ci ha parlato di come immagini e filmati multimediali siano sempre più frequentemente presenti come fonti di prova, benché la loro interpretazione nasconda molte sfide tecniche che possono portare un’indagine nella direzione sbagliata. Un focus sulle varie forme di maltrattamenti che si nascondono nelle maglie delle separazioni coniugali si è avuto con l’avv.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Gaspare Polizzi</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">e l’avv.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Francesca Gritti</span></b><span class="fs12lh1-5">, mentre l’avv.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Vincenzo Zurlo</span></b><span class="fs12lh1-5">, penalista tra i primi ad approfondire le indagini difensive e le tecniche di difesa attiva, ci ha parlato del ruolo delle donne nella criminalità organizzata di tipo mafioso, tra supplenza e funzione pedagogica. A conclusione della prima giornata, l’ing.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Michele Vitiello</span></b><span class="fs12lh1-5">, consulente tecnico informatico per le procure della Repubblica, ausiliario di P.G. e consulente tecnico di parte per procedimenti civili e penali in tutta Italia, si è concentrato sulla figura dell’informatico forense, le principali normative, le best practices, le attrezzature di laboratorio, le discipline della Digital Forensics e sui casi di investigazione digitale più comuni.</span></div><div><br></div><div><img class="image-2 fleft" src="https://www.ancrim.it/images/3.-HEL_0658.jpg"  width="300" height="200" /><span class="fs12lh1-5">Nella prima parte della seconda giornata di</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">sabato 18 novembre</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">si sono affrontati i temi del Geographical Profiling con il dr.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Domingo Magliocca</span></b><span class="fs12lh1-5">, uno dei maggiori esperti nazionali in materia, dell’omicidio stradale e del conseguente danno biologico di natura psichica con il dr.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Alessandro Calvo</span></b><span class="fs12lh1-5">, psicologo clinico e forense, e dei fraintendimenti interpersonali che possono generare delitti e vittimizzazioni con il prof. avv.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Guglielmo Gulotta</span></b><span class="fs12lh1-5">, avvocato, psicologo e psicoterapeuta, già ordinario di Psicologia giuridica all’Università degli Studi di Torino. Incisivi, poi, gli interventi dell’avv.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Claudio Salvagni</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">in merito alla difesa di Massimo Bossetti nel caso di Yara Gambirasio e della dr.ssa</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Ornella Lusa</span></b><span class="fs12lh1-5">, criminologa, ispettore della Polizia di Stato in servizio presso la Procura della Repubblica di Ravenna e specializzata nelle indagini da “Codice rosso”, la quale ha trattato il tema dell’identikit psicologico della vittima di violenza domestica e di abusi intrafamiliari.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nel pomeriggio, il dr.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Emanuele Ricifari</span></b><span class="fs12lh1-5">, Dirigente Superiore della Polizia di Stato e docente per i corsi di Sicurezza urbana all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha trattato, in chiave criminologica, l’analisi del contesto urbano e le strategie di prevenzione nell’ambito della sicurezza pubblica; il dr.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Luca Cadonici</span></b><span class="fs12lh1-5">, informatico forense, consulente tecnico di parte, ausiliario di P.G. e consulente tecnico per l’Autorità giudiziaria, ha voluto dimostrare come la Mobile Forensics sia diventata una componente essenziale delle moderne indagini penali, contribuendo significativamente alla raccolta di prove cruciali per l’Autorità Giudiziaria e facilitando la risoluzione di casi complessi. Successivamente,</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Marco Perino</span></b><span class="fs12lh1-5">, perito fonico forense, consulente tecnico per diverse procure e tribunali, ha descritto i principali errori che vengono commessi in materia di intercettazioni, trascrizioni e comparazioni vocali, errori dovuti spesso alla “superficialità” d’utilizzo di tali materiali. Il dr.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Marco Del Giudice</span></b><span class="fs12lh1-5">, criminologo forense e ricercatore per ONG Live World sezione Osservatorio sulla criminalità organizzata, ha presentato uno studio sulla condizione attuale della criminalità organizzata nell’area di Napoli Nord.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La seconda parte della giornata si è svolta con due sessioni parallele. Il dr.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Gianluca Lopez</span></b><span class="fs12lh1-5">, perito balistico, ha presentato uno studio sull’impatto dei proiettili, portando a supporto della sua analisi un caso sul quale l’esperto stesso ha indagato direttamente; la dr.ssa</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Hillary di Lernia</span></b><span class="fs12lh1-5">, criminologa e responsabile del Centro di Ricerca dell’Istituto di Scienze Forensi, ha presentato i risultati di una ricerca sul campo relativa al fenomeno delle baby gang nell’area metropolitana di Milano; il dr.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Mirko Vicenzotto</span></b><span class="fs12lh1-5">, criminalista, caposettore della Divisione Investigazioni Scientifiche e docente dell’Istituto di Scienze Forensi, ha descritto i metodi tradizionali e le nuove tecnologie inerenti i rilievi sulla scena del crimine; il dr.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Raffaele Luciano</span></b><span class="fs12lh1-5">, presidente di Psicogiuridico, associazione interdisciplinare di Psicologia e Diritto, ha parlato di evoluzione, prospettive e limiti delle tecniche investigative; il dr.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Davide Capsoni</span></b><span class="fs12lh1-5">, sovrintendente esperto della Polizia Locale di Milano in forza al Nucleo Falsi Documentali e docente all’ISF Corporate University, ha rappresentato le nuove prospettive e gli ambiti di applicazione del controllo di autenticità documentale. Infine,</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Daniele De Laurentis</span></b><span class="fs12lh1-5">, docente all’ISF Corporate University, ha trattato il tema del corretto approccio alle indagini da parte dell’investigatore di polizia giudiziaria.</span></div><div><br></div><div><img class="image-3 fleft" src="https://www.ancrim.it/images/5.-HEL_0444-2.jpg" title="Prof. MASSIMO BLANCO criminologo" width="300" height="200" /><span class="fs12lh1-5">L’ultima giornata di</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">domenica 19 novembre</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">si è aperta con l’intervento del prof.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Massimo Blanco</span></b><span class="fs12lh1-5">, criminologo, segretario generale ANCRIM e direttore generale dell’Istituto di Scienze Forensi, il quale ha parlato di Giulia Cecchettin, la ventiduenne recentemente scomparsa in modo tragico, sottolineando che tutti possiamo e dobbiamo fare qualcosa, armandoci di conoscenza rispetto al fenomeno e ai segnali premonitori, stando più vicino ad una potenziale vittima, ma anche al potenziale offender, perché la</span></div><div><span class="fs12lh1-5">prevenzione è l’unica arma che abbiamo per far sì che tali tragedie non accadano nuovamente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sono seguiti gli interventi del prof. avv.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Vincenzo Lusa</span></b><span class="fs12lh1-5">, criminologo, antropologo forense e docente universitario, nonché vicepresidente ANCRIM, il quale ha trattato la relazione tra norma penale e mente criminale, del dr.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Corrado Macrì</span></b><span class="fs12lh1-5">, preside vicario e docente di Scienza delle armi e balistica forense all’ISF Corporate University, il quale ha descritto il rapporto tra arma da taglio e crimine, e dell’ing.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Francesco Costanzo</span></b><span class="fs12lh1-5">, informatico forense, caposettore della Divisione Investigazioni Scientifiche e docente all’Istituto di Scienze Forensi, il quale ha trattato il tema della Digital Forensics in relazione alla prevenzione del crimine.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Infine, in collegamento dal Regno Unito, il prof.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Robert Milne</span></b><span class="fs12lh1-5">, investigatore forense per oltre quarant’anni a New Scotland Yard, già supervisore del servizio di Intelligence Forense del Met (Metropolitan Police Service di Londra), che ha illustrato le nuove tecniche di investigazione basate sulla mappatura del crimine.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Grazie a tutti per la partecipazione e arrivederci al prossimo evento ANCRIM!</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Nov 2023 17:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ANCRIM al V Convegno Nazionale di Psicologia giuridica]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000024"><div><span class="fs12lh1-5">Lo scorso 14 maggio si è concluso il V Convegno Nazionale di Psicologia giuridica organizzato dalla Fondazione Guglielmo Gulotta e dall'Università degli Studi di Padova con il contributo dell’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti, che, per l'occasione, è stata rappresentata dalla presidente nazionale</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">prof.ssa Deborah Capasso de Angelis</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">e dal segretario generale</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">prof. Massimo Blanco</span></b><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.ancrim.it/images/Prof.-Massimo-Blanco-Convegno-Psicologia-giuridica-Gulotta.jpg"  width="600" height="400" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><span class="fs11lh1-5">Apertura del Convegno: da sinistra il prof. Massimo Blanco, la prof.ssa Deborah Capasso de Angelis, il prof. Guglielmo Gulotta e il prof. Giuseppe Sartori.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Una tre giorni di aggiornamento professionale in ambito psicologico e criminologico, in cui sono intervenuti molti dei più noti esperti del settore, come i professori</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Guglielmo Gulotta</span></b><span class="fs12lh1-5">,</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Giuseppe Sartori</span></b><span class="fs12lh1-5">,</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Marco Monzani</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">e</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Natale Fusar</span></b><b><span class="fs12lh1-5">o</span></b><span class="fs12lh1-5">.</span><br></div><div><br></div><div><i><span class="fs12lh1-5">«La multidisciplinarietà nell’ambito dei procedimenti penali e civili è fondamentale, così come il dialogo tra i tecnici, ossia chi si occupa di attività prettamente scientifiche e chi opera nel campo del diritto»</span></i><span class="fs12lh1-5">. Queste le parole della nostra presidente nazionale e del nostro segretario generale</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">durante la plenaria d’apertura, in cui è stata sottolineata l’importanza della sinergia tra le diverse figure professionali nell’ambito forense.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Nella terza giornata, spazio alle figure del criminologo e del criminalista e alle prospettive attuali e future di queste due professioni. I rappresentanti ANCRIM,</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">prof.ssa Capasso de Angelis</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">e</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">prof. Blanco</span></b><span class="fs12lh1-5">, si sono rivolti soprattutto ai</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">molti giovani, studenti e neo laureati, presenti al Convegno, sottolineando come, a causa di messaggi e informazioni errate e fuorvianti non solo provenienti dal "circo mediatico", ma anche da parte dei servizi che dovrebbero fornire informazioni corrette ed esaustive, si ritrovano a fare i conti con una realtà assai diversa da come se l'aspettavano. Soprattutto per aver intrapreso studi che non rispecchiano le proprie aspirazioni professionali.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">«"Un canto delle sirene” che, spesso, viene utilizzato da alcuni istituti universitari per attrarre giovani studenti ad intraprendere degli studi che, poi, si rivelano distanti dalla professione»</span></i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ha dichiarato la presidente</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">prof.ssa Deborah Capasso de Angelis</span></b><span class="fs12lh1-5">.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ancrim.it/images/Massimo-Blanco-criminologo-Convegno-Psicologia-giuridica-Gulotta.jpg"  width="600" height="371" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><span class="fs11lh1-5">A sinistra la prof.ssa Deborah Capasso de Angelis, a destra il prof. Massimo Blanco: "La criminologia, la criminalistica e il canto delle sirene". Moderatore, al centro, il prof. Ugo Sabatello.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><i><span class="fs12lh1-5">«Ho scelto di presenziare e parlare con persone da cui potevo imparare»</span></i><span class="fs12lh1-5">. Con queste parole di ringraziamento e stima il</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">prof. Guglielmo Gulotta</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ha concluso il convegno, il quale ha messo in evidenza un aspetto necessario per la nostra professione: capacità di porsi dal punto di vista dell’altro quale condizione essenziale per il dialogo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.ancrim.it/images/Deborah-Capasso-de-Angelis-Marco-Monzani-Massimo-Blanco.jpg"  width="600" height="401" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5">La prof.ssa Deborah Capasso de Angelis e il prof. Massimo Blanco con il prof. Marco Monzani, uno </span><span class="fs11lh1-5">dei più autorevoli criminologi contemporanei.</span><span class="fs11lh1-5"></span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Riproduzione riservata</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 18 May 2023 10:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[24 giugno 2022, Convegno: Sicurezza e trattamento dei dati in Sanità, esperti a confronto]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000022"><div>È in programma il 24 giugno, nella sede della Banca Sicana, il convegno ecm organizzato dalla Foreip di Caltanissetta sul tema Il Social Engineering “La Digitalizzazione nella PA e in Sanità – Elaborazione, Sicurezza e Trattamento dei Dati”. Apriranno i lavori gli interventi del prefetto Chiara Armenia e del questore Emanuele Ricifari. Interverranno, tra gli altri, i massimi dirigenti dell’Asp, Alessandro Caltagirone, Marcella Santino e Pietro Genovese, il direttore generale del Cefpas Roberto Sanfilippo, il presidente dell’Ordine dei Medici Giovanni D’Ippolito,il commissario della Camera di Commercio Giovanna Candura, la presidente di Ancrim Deborah Capasso de Angelis; Carlo Solimene, dirigente del compartimento della Polizia Postale della Sicilia Orientale, Alessandra Giunta, magistrato della Corte d’Appello, Francesco Di Rosa delloStaff di direzione generale dell’Asp, Giuseppe Misuraca, direttore della centrale operativa 118, Alfonso Cirrone Cipolla, responsabile della direzione medica dell’ospedale di Niscemi, Emanuele Giarrizzo, direttore sanitario del Santa Barbara Hospital, Carmelo Pulvino, referente dei Servizi esterni e Comunicazione istituzionale del Cefpas, Filippo Stanco, presidente del corso di laurea in Informatica dell’Università di Catania, Massimiliano Bellini, avvocato e componente del direttivo della Camera Penale, Piera Giamporcaro, coordinatrice dell’ufficio Infermieristico del Sant’Elia, Francesco Spadaro, presidente del Cda della Tactical Strategic Team Group.</div><div>Il coordinamento dei lavori è a cura del dirigente amministrativo dell’Asp, Angelo Iannello, il quale, grazie alla preziosa collaborazione del questore Ricifari e del direttore Cirrone Cipolla, ha individuato i prestigiosi relatori. Gli interventi si terranno dalle 9 alle 18, secondo uno schema multidisciplinare e interdisciplinare.<br>I direttori scientifici del convegno, Ricifari, Iannello e Cirrone Cipolla si dichiarano soddisfatti della sinergia ottenuta tra i professionisti individuati e assegnano alla segreteria scientifica della Foreip, gestita da Marco Leonardi, la selezione e il coordinamento del pubblico che sarà presente. Per contatti FOReIP (0934 29250, www.foreip.com).</div><div><span class="fs11lh1-5">Articolo di "TODAY24" del 6 maggio 2022</span><br></div><div><br></div><div><a href="https://www.ancrim.it/files/24.06.2022-Convegno-Sicurezza-e-trattamento-dei-dati-in-Sanita.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.ancrim.it/files/24.06.2022-Convegno-Sicurezza-e-trattamento-dei-dati-in-Sanita.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">» Scarica la locandina</a></div><div><a href="https://www.ancrim.it/files/Scheda-iscrizione-24.06.2022-Conv.-Sicurezza-dati-Sanita.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.ancrim.it/files/Scheda-iscrizione-24.06.2022-Conv.-Sicurezza-dati-Sanita.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">» Scarica il modulo di iscrizione</a></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Per informazioni</b></span></div><div>FOReIP</div><div>Tel. 0934.29250</div><div>Web: www.foreip.com</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 May 2022 13:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Convegno: La violenza spettacolarizzata]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001E"><div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Convegno: La violenza spettacolarizzata. Corsico, venerdì 17 novembre 2020, ore 18,00</b></span></div></div><div><span class="fs11lh1-5">Quanto incidono i mass-media sulla percezione del crimine, sul modo di vivere e di comportarsi?</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Evento gratuito.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Iscrizione obbligatoria: </span><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.isf.college/registrazione.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.isf.college/registrazione.html</a></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.ancrim.it/images/Serata-La-violenza-spettacolarizzata-17-gen-2020.png"  width="846" height="1195" /><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 15:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Convegno: Violenza sulle donne. Si sta facendo abbastanza?]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001B"><div><span class="fs12lh1-5">Alla vigilia della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), un incontro pubblico con gli esperti per riflettere su un fenomeno criminale che, nonostante le vecchie e nuove leggi, non diminuisce significativamente. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Relatori: prof. Deborah Capasso de Angelis (pres. ANCRIM), prof.ssa Virginia Ciaravolo (pres. Ass. "Mai più violenza infinita") e prof. Massimo Blanco (segretario gen. ANCRIM).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><a href="https://www.ancrim.it/files/Serata-Violenza-sulle-donne-22-nov-2019.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.ancrim.it/files/Serata-Violenza-sulle-donne-22-nov-2019.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">» Scarica la locandina e iscriviti all'Evento</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 09:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Investigation & Forensic Awards 2019 - la finale si avvicina]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><div><iframe width="100%" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/0nGu97yVwls" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 17:41:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.ancrim.it/blog/?investigation---forensic-awards-2019---la-finale-si-avvicina</link>
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			<title><![CDATA[Il nostro presidente nazionale agli Investigation & Forensic Awards 2019]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001A">Fonte: StopSecret (stopsecret.it)<div><br></div><div><div>La criminologa Deborah Capasso de Angelis agli Investigation &amp; Forenisc Awards 2019</div></div><div><br></div><div><div class="imTALeft"><strong><em><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Abbiamo intervistato la criminologa Deborah Capasso de Angelis, membro della giuria della terza edizione degli Investigation &amp; Forensic Awards 2019 per sentire un suo commento, ora che la serata finale è sempre più vicina.</span></b></em></strong></div></div><div class="imTALeft"><strong><em><b><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></b></em></strong></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Si avvicina la grande serata degli <strong><b>Investigation &amp; Forensic Awards</b></strong> dell’edizione 2019, il contest nazionale organizzato da Stopsecret che vedrà salire sul palco le eccellenze di tutto il settore forense. L’evento si terrà a <strong><b>Milano il 21 novembre 2019 presso l’Hotel Melià</b></strong>, mentre le candidature sono aperte fino al <strong><b>14 ottobre</b></strong> (<span class="cf2"><a href="https://www.stopsecret.it/investigationforensicawards/candidativota/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.stopsecret.it/investigationforensicawards/candidativota/', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">clicca qui per candidarti</a></span>).</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Come nelle scorse edizioni, anche quest’anno, l’ultima parola spetta ai membri della <strong><b>giuria</b></strong>, professori universitari, tecnici ed esperti di settore, personalità e professionalità di indiscutibile autorevolezza ed esperienza, che dovranno scegliere, tra i candidati, quelli che maggiormente rispecchiano tre criteri: <strong><b>Eccellenza</b></strong>, <strong><b>Esperienza</b></strong> e <strong><b>Deontologia</b></strong>.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Abbiamo chiesto alla criminologa <strong><b>Deborah Capasso de Angelis</b></strong>, presidente di <strong><b>ANCRIM</b></strong>, l’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti, di lasciare un commento ed un suo pensiero su quest’edizione degli Investigation &amp; Forenisc Awards, che ormai è alle porte.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><em>E’ la prima volta che partecipo come giurata all’evento “Investigation &amp; Forensic Awards”. Ho accettato con entusiasmo l’invito, poiché ritengo che l’iniziativa rispecchi appieno le finalità che si prefigge l’Associazione che mi pregio di rappresentare. L’ANCRIM (Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti), infatti, si propone di dare dignità e distinzione sociale alle figure professionali non organizzate in ordini o collegi, prendendo le distanze da tutti quei soggetti che si occupano di divulgare contenuti in materia di criminologia e criminalistica, senza un’adeguata formazione. Le categorie dei premi, Eccellenza, Esperienza e Deontologia, sono anche caratteristiche imprescindibili per chi lavora e si distingue in campo scientifico. Premiare tali eccellenze significa, quindi, dar lustro a tali professionalità che operano con preparazione, tenendo conto dell’aspetto evolutivo del crimine, senza scadere nel qualunquismo e nella “tuttologia</em>”.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Appartieni ad una delle professioni che verranno premiate? Scoprilo subito, <span class="cf2"><a href="https://www.stopsecret.it/investigationforensicawards/premiazioni/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.stopsecret.it/investigationforensicawards/premiazioni/', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">clicca qui</a></span>.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Candidature aperte e gratuite fino al 14 ottobre 2019. <span class="cf2"><a href="https://www.stopsecret.it/investigationforensicawards/candidativota/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.stopsecret.it/investigationforensicawards/candidativota/', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">Candidati ora</a></span>!</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Non mancare, <span class="cf2"><a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-investigation-forensic-awards-2019-cena-di-gala-64415933792" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.eventbrite.it/e/biglietti-investigation-forensic-awards-2019-cena-di-gala-64415933792', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">clicca qui</a></span> e iscriviti alla cena di gala del 21 novembre .</span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Sep 2019 07:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Attenzione ai corsi che promettono l’accesso agli albi CTU e periti del tribunale]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Comunicati"><![CDATA[Comunicati]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000000"><div><span class="fs12lh1-5">Corsico (Milano) - Segreteria Generale, 4 giugno 2019</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un proliferare incontrollato di offerte formative (corsi di alta formazione, perfezionamento o master) proposte da vari enti di formazione che non solo infondono false aspettative ma hanno connotazioni truffaldine.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Si ricorda che nessun corso o master “abilita” o costituisce “titolo preferenziale” per l’iscrizione agli albi dei consulenti tecnici d’ufficio o dei periti del tribunale. Infatti, la valutazione da parte delle commissioni istituite presso i tribunali per la nomina dei CTU e dei periti avviene sull’intera carriera del candidato, sia accademica che professionale: percorso universitario, formazione specialistica nelle materie di competenza, pubblicazioni (libri, manuali, articoli ecc.), docenze, impieghi presso enti pubblici o privati quali esperti, partecipazione come relatori a convegni, seminari ecc., appartenenza ad associazioni od organizzazioni nazionali o internazionali di rilievo ma, soprattutto, sull’effettivo esercizio dell’attività di consulente tecnico di parte. Inoltre, il dato più importante è che i tribunali richiedono che il candidato all’albo dei CTU o dei periti, il quale, lo si ricorda, deve essere un “esperto”, abbia un’esperienza “documentata” quale consulente tecnico di parte che, di norma, anche se la regola la stabilisce ogni tribunale, è di un minimo di 5 anni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Pertanto, oltre a raccomandare ai colleghi ANCRIM di evitare di sottoporre candidature quali CTU o periti presso i tribunali senza i predetti requisiti, candidature che la nostra Associazione, quando chiamata in commissione, non può né formalmente né sostanzialmente sostenere, si raccomanda di diffidare di qualsiasi offerta formativa in cui l’ente proponente dichiara che il proprio corso o master “consente” l’iscrizione agli albi dei CTU o dei periti ovvero che l’attestato rilasciato è “valido” per il predetto fine.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il Consiglio Direttivo Nazionale</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 22:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Professione Criminologo: certificazione UNI non costituisce “riconoscimento”]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Comunicati"><![CDATA[Comunicati]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000003"><div><span class="fs12lh1-5">Corsico (Milano) - Segreteria Generale, 24 maggio 2019</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti, a seguito di richieste di chiarimento pervenute dagli iscritti e dagli aspiranti tali in attesa di conseguire i requisiti per l’ammissione, chiarisce nuovamente che, l’esercizio della professione di Criminologo, in tutte le sue declinazioni (investigativo, forense e per la sicurezza), <b><span class="imUl">non necessita di alcuna certificazione UNI</span></b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La professione del Criminologo è inquadrata, dal punto di vista legislativo, nell’ambito delle professioni di cui alla legge 14 gennaio 2013, n. 4 e l’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti, oltre ad essere la maggiore associazione di categoria a livello nazionale, rispettando gli standard previsti dalla legge in argomento è iscritta nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico il quale vigila sul mantenimento dei predetti standard a garanzia dell’utenza. Pertanto, con il benestare dei preposti Uffici ministeriali, l’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti rilascia ai propri iscritti Criminologi (e Criminalisti) l’Attestato di Qualità e Qualificazione Professionale dei Servizi prestati ai sensi degli artt. 4, 7 e 8 della legge 4/2013.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Gli iscritti all’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti in possesso delle competenze tecniche e dei requisiti fissati da ogni tribunale, vengono puntualmente ammessi agli albi dei consulenti tecnici d’ufficio o dei periti del giudice e i dirigenti dell’Associazione partecipano alle commissioni di valutazione istituite presso i tribunali in occasione delle nuove nomine di CTU e periti. Nessuna certificazione UNI, lo si ribadisce, è richiesta per l’ammissione agli albi in questione né per esercitare in ambito privato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il Consiglio Direttivo Nazionale &nbsp;</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 May 2019 23:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Convegno: Il delitto di Brembate e il processo che ha diviso l'Italia]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><img class="image-0" src="https://www.ancrim.it/images/Convegno-Il-delitto-di-Brembate---Massimo-Bossetti-.png"  width="979" height="1384" /></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 01:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Presentazione del libro "L'infiltrato. La vera storia di un agente sotto copertura"]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><img class="image-0" src="https://www.ancrim.it/images/Convegno-seminario-l-Infiltrato-Giancarlo-Rapone-11-gen-2019.png"  width="979" height="1387" /></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Nov 2018 01:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Forensics Meeting 2018: obiettivi raggiunti]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000001"><div><span class="fs12lh1-5">Il Forensics Meeting 2018, svoltosi il 9 e 10 novembre scorsi presso il Polo Scientifico di Corsico ISF UNISED, non ha deluso le aspettative. &nbsp;“Qualità” e “unicità” sono i termini che meglio rappresentano la prima edizione di questa manifestazione a carattere internazionale che, sicuramente, in questo 2018, ha lasciato il segno nel “mondo” della criminalistica e della criminologia del nostro Paese. Argomenti innovativi e relatori di altissimo livello, tra i quali vere e proprie “leggende” viventi del settore, hanno estasiato i numerosi partecipanti al meeting. L’evento ha ospitato anche gli stand di importanti aziende leader mondiali nel campo della “digital forensics” come Securcube, Amped ed MSAB. Si sono svolti, nel corso del meeting, anche due workshop i cui partecipanti, al termine, hanno ricevuto un certificato di frequenza.</span></div><div><img class="image-0" src="https://www.ancrim.it/images/DSC_0853.jpg"  width="979" height="652" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Il Forensics Meeting è stato inoltre l’occasione per dare risalto ai problemi che, in Italia, affliggono i criminologi e i criminalisti che “realmente” lavorano negli ambiti delle investigazioni e della giustizia. Problemi causati dalla mancanza di una vera cultura nazionale sul loro ruolo che, purtroppo, complici i media e i social network, viene costantemente svilito dal proliferare di soggetti, spesso non titolati, con scarsa o nulla esperienza oppure dotati di esasperato egocentrismo, che sfruttano il “fascino” del crimine per soddisfare il proprio bisogno di popolarità o guadagnare su attività di formazione di dubbia qualità e utilità. Il problema è che molti giovani, il cui sogno è quello di lavorare nel campo della criminologia o della criminalistica, vengono illusi e portati a spendere denaro inutile in corsi, talvolta improvvisati, in cui vengono proposte attività didattiche e promessi sbocchi professionali che non rispecchiano la realtà del mercato. Per tale ragione, gli organizzatori del meeting hanno fortemente voluto anche la partecipazione, come relatore, di Anya Hunt, direttore generale della Chartered Society of Forensic Sciences, la più antica e importante organizzazione europea dei professionisti del settore tecnico-forense con oltre 3 mila iscritti in 60 nazioni. La dottoressa Hunt ha illustrato ai presenti le modalità in cui opera l’ente da lei diretto e quali sono i criteri di qualità e deontologia che deve rispettare un consulente tecnico-forense per dichiararsi tale. Criteri che, sin dalla sua fondazione, anche l’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti, organizzatrice dell’evento di concerto con l’Istituto di Scienze Forensi, ha adottato per i propri iscritti e aspiranti tali. Così, per i dirigenti dell’Associazione Deborah Capasso de Angelis (presidente nazionale) e Massimo Blanco (segretario generale), l’occasione è stata propizia per implementare con la Chartered Society una partnership finalizzata ad elevare ancor più il riconoscimento dei propri iscritti anche in ambito internazionale. Giova ricordare che l’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti è l’unica associazione professionale delle due categorie ad essere iscritta nell’Elenco del Ministero dello Sviluppo Economico e che la stessa rilascia, ai propri selezionati iscritti, l’attestato di qualità e qualificazione professionale dei servizi prestati ai sensi degli articoli 4, 7 e 8 della legge 14 gennaio 2013, n. 4 approvato dai competenti Uffici ministeriali.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.facebook.com/forensicsmeeting/photos/?tab=album&album_id=2280691425547545" target="_blank" class="imCssLink">» Le foto del Meeting</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Nov 2018 23:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Pubblicato il bando per la nomina o conferma degli esperti dei tribunali di sorveglianza triennio 2020-2022]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Comunicati"><![CDATA[Comunicati]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">L</span><span class="fs12lh1-5">’11 luglio 2018 il Consiglio Superiore della Magistratura ha pubblicato il bando per la nomina e la conferma degli esperti dei tribunali di sorveglianza per il triennio 2020/2022.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il bando disciplina quanto segue:</span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">i requisiti per la nomina e la conferma;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">la modalità di presentazione delle domande (per la prima volta on line);</span></li><li><span class="fs12lh1-5">la composizione della commissione per la valutazione degli aspiranti;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">le modalità di formazione delle graduatorie (che verranno pubblicate on line sul portale del CSM);</span></li><li><span class="fs12lh1-5">le incompatibilità;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">le cause di cessazione, decadenza e revoca (e il relativo procedimento).</span></li></ul><span class="fs12lh1-5">Quanto alle conferme, la prospettiva è quella di bilanciare le contrapposte esigenze legate da un lato alla necessità di non disperdere il patrimonio di competenze acquisite da coloro i quali sono già in servizio e, dall’altro, all’opportunità di garantire il ricambio e l’apporto di nuovi contributi culturali.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">In merito al limite massimo di età, lo stesso è stato allineato a 70 anni, con equiparazione ai magistrati professionali.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Jul 2018 23:09:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Forensics Meeting 2018]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Il Forensics Meeting, organizzato dall’Istituto di Scienze Forensi in collaborazione con l’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti, è un evento di respiro internazionale dedicato ai diversi ambiti delle scienze forensi.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Il Meeting è rivolto sia ai professionisti, ai docenti e ai ricercatori che operano sul campo i quali intendono approfondire le proprie conoscenze e aggiornarsi sulle ultime novità, confrontandosi con esperti e aziende di livello internazionale, sia agli studenti e agli appassionati che desiderano conoscere più da vicino il mondo della criminalistica e della criminologia “raccontato”, in diversi casi, da veri e propri “guru” di questi settori.</span></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><b><span class="fs12lh1-5">La partecipazione al meeting conferisce n. 12 Crediti Formativi Professionali</span></b></div><div class="imTALeft"><b><span class="fs12lh1-5">(Regolamento Aggiornamento obbligatorio ANCRIM)</span></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Jun 2018 00:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Resoconto del Seminario: "Death Scene Investigation. Suicidio e morti sospette"]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div><span class="fs12lh1-5">Nella giornata del 18 maggio 2018 si è tenuto, presso l’Istituto di Scienze Forensi, il primo Seminario sul tema “Death Scene Investigation. Suicidio e morti sospette”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il Seminario è stato organizzato dall’Istituto di Scienze Forensi in collaborazione con l’Università Popolare UNISED, lo European Forensic Institute e l’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti. Sono intervenuti quali relatori personaggi prestigiosi tra cui il Prof. Massimo Blanco, criminologo forense e presidente dell’Istituto di Scienze Forensi, il Dott. Luca Massaro, medico legale e analista forense, il Dott. Luciano Finotti, psichiatra forense e neurologo, e l’Avv. Patrizia Trapella, avvocato e analista forense.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’evento ha registrato la partecipazione numerosa di medici, avvocati, operatori di polizia, studenti e semplici cittadini interessati alla tematica, i quali hanno avuto modo di conoscere e approfondire il delicato tema del suicidio da una prospettiva multidisciplinare: medico-legale, psichiatrica e criminologica. Tra i punti trattati vi sono stati il “malessere” sociale di questo fenomeno e l’analisi, basata su dati Istat, relativa alle cause dei decessi e al numero di morti registrate prevalentemente nel triennio 2012-2015. In particolare, è emerso che, attualmente, a livello statistico, il maggior numero di morti per suicidio è di genere maschile. I metodi più utilizzati sono l’impiccagione, la precipitazione e le armi da fuoco. Per quanto riguarda il genere femminile, le tecniche più diffuse risultano l’impiccagione e la precipitazione, seguite dall’annegamento e dall’avvelenamento da farmaci. Inoltre, un’analisi più accurata dei dati ha dimostrato che l’aumento dei suicidi, avvenuto in concomitanza con l’inizio dell’attuale crisi economica, ha riguardato in modo rilevante gli uomini nella fascia di età lavorativa e che in Italia il picco è stato raggiunto nell’anno 2014 con un totale di 201 suicidi per motivi economici. Successivamente è stata trattata la “Death Scene Investigation”, cioè il metodo scientifico-forense sulla base del quale gli operatori specializzati identificano e classificano la tipologia dei decessi. Il protocollo da seguire prevede un preciso ordine delle indagini che pone il suicidio come una possibile opzione insieme alle morti per cause naturali e a quelle accidentali; l’unica conclusione a cui si può giungere per esclusione delle tre precedenti è quella di omicidio. Sono state poi anche analizzate la psicopatologia del suicida e l’autopsia psicologica. Quest’ultima cerca di stabilire la capacità della vittima di concepire, progettare e attuare il suicidio. Si è inoltre visto come nei suicidi intervengano delle caratteristiche costanti come la necessità di fuga da una situazione difficile, la liberazione dalla propria infelicità oppure la ricerca del mezzo per colpire indirettamente una persona così da indurre in essa un profondo senso di colpa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La psichiatria ha evidenziato che la causa più comune di suicidio sono la perdita di una persona cara per causa di morte o per abbandono sentimentale, oppure la perdita del lavoro. In tutti e tre i casi, l’idea del suicidio persiste finché non viene elaborata e accettata la perdita oppure finché il soggetto del malessere non viene recuperato o sostituito.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Si è infine trattato il fenomeno sotto l’aspetto penale, analizzando in particolare il reato di istigazione al suicidio (ex art. 580 del codice penale) che prevede per il reo la reclusione da 5 a 12 anni se il suicidio si concretizza e da 1 a 5 anni se, dal tentativo, deriva una lesione personale grave o gravissima.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ortensia Delia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5">Riproduzione riservata</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 May 2018 23:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Seminario: "Death Scene Investigation. Il suicidio"]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000016"><img class="image-0" src="https://www.ancrim.it/images/4-Death-Scene-Investigation---Suicidio.png"  width="979" height="1382" /></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Mar 2018 01:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Seminario di Profiling letterario: "Il caso Erostrato"]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000015"><img class="image-0" src="https://www.ancrim.it/images/3-Il-caso-Erostrato-29-mar-2018.png"  width="978" height="1381" /></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Feb 2018 01:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Al Polo Scientifico di Corsico una serata dedicata al "bullismo del terzo millennio"]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div><span class="fs12lh1-5">Nella serata del 30 novembre 2017, presso il Polo Scientifico di Corsico, si è svolto un incontro aperto al pubblico dal titolo <i>“Bullismo e cyberbullismo. Parliamone con gli esperti alla luce della recente legge 71/2017”</i>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’evento è stato organizzato dall’Università Popolare UNISED e dall’Istituto di Scienze Forensi in collaborazione con la sezione di Corsico dell’Associazione Nazionale Carabinieri e con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti e dell’ISF College di Malta. Quali relatori tre autorevoli esperti: il Gen. Luciano Garofano, ex comandante del R.I.S., presidente del Comitato UNICEF di Parma e autore del libro <i>“La prepotenza invisibile. Bulli e cyberbulli: chi sono e come difendersi”</i>, la Prof.ssa Deborah Capasso de Angelis, sociologa e criminologa, rettore di UNISED e presidente dell’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti, e il Prof. Massimo Blanco, criminologo e presidente dell’Istituto di Scienze Forensi, il quale, da oltre un decennio, si occupa di atti persecutori e violenze di genere. All’incontro è intervenuto anche il consigliere regionale della Lombardia Dott. Fabio Altitonante, uomo politico da molti anni impegnato su temi sociali come quello trattato nell’occasione. Altitonante, tra l’altro, è stato co-promotore della legge regionale che ha previsto lo stanziamento di 300 mila euro in favore degli enti no-profit che si occupano di prevenzione del cyberbullismo.</span></div><div><img class="image-0" src="https://www.ancrim.it/images/3-fsb.jpg"  width="979" height="655" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Il pubblico, composto da oltre 130 persone tra insegnanti, membri dei comitati dei genitori, mamme, papà e cittadini interessati agli argomenti della serata, hanno manifestato vivo interesse per le tematiche trattate dai singoli relatori i quali hanno usato un linguaggio scevro da tecnicismi e ricco di spunti di riflessione per i non addetti ai lavori. Infatti, per arginare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, servono consapevolezza e coesione soprattutto da parte di genitori, nonni, zii ecc. che spesso non si rendono conto che una foto, un video o, semplicemente, uno scritto sul web potrebbe essere l’inizio di una storia che porta anche a tragici epiloghi.</span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Il bullismo è un fenomeno verso il quale i professionisti impegnati in prima linea come gli insegnanti, i criminologi, gli psicologi, gli assistenti sociali e gli educatori non smettono mai di prestare la massima attenzione. E lo fanno a ragion veduta, visto che gli episodi di bullismo stanno facendo registrare numeri sempre più preoccupanti, soprattutto da quando la comunicazione e le relazioni interpersonali si sono fortemente digitalizzate e hanno ampliato notevolmente il raggio d’azione di molestatori, persecutori e loro complici.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il cyberbullismo, che possiamo considerare il bullismo del terzo millennio, sta divenendo una “patologia” sociale sempre più aggressiva che non conosce limiti di spazio e di tempo. Se prima, nella maggior parte dei casi, la vittima correva rischi in determinati ambienti e orari, ad esempio quelli scolastici, oggi, con le nuove tecnologie, chi viene perseguitato resta potenzialmente a tiro dei bulli 24 ore su 24. Inoltre, a causa del fatto che gli smartphone e diversi altri dispositivi collegati a internet sono sempre più utilizzati in piena autonomia anche da bambini di soli 9-10 anni, il target di possibili vittime si è notevolmente ampliato. Per questo, hanno sottolineato i relatori, i genitori devono essere consci di assumersi una grande responsabilità quando permettono ai propri figli di utilizzare dei dispositivi collegabili alla rete, comprese le consolle per i videogiochi.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5">Riproduzione riservata</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 00:25:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Incontro pubblico a Corsico su bullismo e cyberbullismo]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000017"><img class="image-0" src="https://www.ancrim.it/images/Bullismo-e-Cyber-bullismo-30-nov-2017.png"  width="979" height="1381" /></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Oct 2017 01:43:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.ancrim.it/blog/?incontro-pubblico-a-corsico-su-bullismo-e-cyberbullismo</link>
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			<title><![CDATA[Incendio alla Grenfell Tower di Londra: una prima analisi forense dell’evento]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div><span class="fs12lh1-5">L’incendio che ha devastato la Grenfell Tower di North Kensington a Londra, nella notte tra il 13 e il 14 giugno scorsi, è stato indubbiamente una tragedia di proporzioni incalcolabili, soprattutto in termini di vite umane. Per questo sarà necessario scoprire al più presto le sue cause, affinché tali sciagure non si ripetano e per individuare le responsabilità di chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza dei residenti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Abbiamo chiesto all’Ing. Andreas Melinato, esperto in investigazione di incendi dell’Istituto di Scienze Forensi, come sia potuto accadere un disastro simile e quali saranno le modalità con cui si cercherà di arrivare alla verità.</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">L’immagine che ogni persona ha in mente dell’incendio della Grenfell Tower è quella di un rogo di proporzioni incredibili, con fiamme che si estendevano dalla parte inferiore dell’edificio fino all’ultimo piano. Come ha potuto svilupparsi un incendio così devastante?</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Le fiamme fuoriuscivano dalle finestre e, quindi, provenivano dall’interno dei locali, ma soprattutto prendevano incredibilmente forma sulle superfici esterne della torre. Vi sono quindi due temi di grande interesse per noi tecnici: il motivo per cui l’incendio si è propagato in tutti gli ambienti interni della torre, dai piani più bassi fino alla sommità del palazzo, e la ragione per cui le fiamme hanno avvolto interamente la superficie esterna dell’edificio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5">Secondo Lei le cause del disastro potrebbero riguardare l’utilizzo di materiali di costruzione non idonei o vizi di progettazione?</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Il rischio di incendio negli edifici residenziali, ancor più se abitati da molte persone, è un argomento di grande rilevanza che deve essere limitato al minimo e gestito, qualora si concretizzi, in modo da ridurre i danni e salvare le vite degli abitanti. Appare evidente, visto l’esito degli accadimenti, che molte cose non hanno funzionato a dovere, specie tenendo conto del fatto che l’edificio era stato da poco sottoposto ad una rilevante ristrutturazione. Proprio la recente ristrutturazione sarà certamente oggetto di attenta analisi da parte delle strutture investigative chiamate a stabilire la causa dell’incendio. Per quanto riguarda eventuali vizi di progettazione, un principio base della prevenzione antincendio risiede nel concetto di compartimentazione, ossia la progettazione e la realizzazione di volumi prestabiliti entro i quali l’incendio dovrebbe essere contenuto per evitarne la propagazione. Nel caso di specie, l’incendio non è stato contenuto e l’effetto è stato il totale interessamento dei volumi della struttura da parte del fumo e delle fiamme.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5">A Suo parere, la macchina dei soccorsi, soprattutto quella dei pompieri londinesi, è risultata efficiente?</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Di fronte ad un incendio di tali proporzioni e in grado di propagarsi tanto velocemente, poco hanno potuto fare i pompieri. Sono intervenuti in massa ma sono stati costretti ad agire da terra e dall’esterno, quindi efficaci non oltre la metà dell’altezza utile dell’edificio. Anche i residenti avranno potuto fare ben poco, trovandosi nella condizione di non riuscire a trovare vie di uscita mentre fuoco e fumo invadevano i locali. A nulla è valso altresì il naturale tentativo di trovare aria respirabile e temperature sopportabili alle finestre, considerato che le facciate esterne producevano fiamme e fumo in modo attivo e consistente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5">Quali attività investigative saranno messe in campo per far luce su questo tragico evento?</b></div><div><span class="fs12lh1-5">L’indagine dovrà puntare a stabilire la causa dell’incendio ma ciò non sarà sufficiente. È quindi prevedibile che l’attività tecnico-investigativa, oltre alla ricerca di ciò che ha innescato le fiamme, dovrà fare luce sul modo in cui il sistema di sicurezza antincendio era stato predisposto, se lo stesso abbia funzionato e sulla correttezza delle scelte tecniche fatte nel corso della ristrutturazione, specialmente in relazione ai materiali utilizzati per il rivestimento delle facciate esterne e alla loro modalità di installazione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5">Quali tecniche vengono utilizzate per l’investigazione di un incendio?</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Le migliori tecniche sono quelle che prevedono prove di combustione dei materiali e simulazioni di combustione di ambienti che riproducano quelli realmente interessati dall’incendio, al fine di comprenderne le modalità e le tempistiche di propagazione. Ciò avverrà all’interno di strutture specializzate come i laboratori di cui dispone il nostro Istituto quale rappresentante italiano di una delle maggiori società di investigazioni di incendi, la FI UK, i cui esperti, in questi giorni, sono chiamati a fornire pareri ai media più importanti del Regno Unito.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5">Riproduzione riservata</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 Jun 2017 23:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le scienze forensi nello spazio: protocollo di sicurezza per gli astronauti]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Forensic Science in the Stars: A Protocol for Keeping Space Criminal-free</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">The neurosciences and especially neurocriminology, whose methodologies are used in the courtroom to understand a defendant’s personality, play an important role in forensic sciences. Could this branch of science be essential in human exploration of space?</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">This is the challenge the authors of this article introduced last year at the American Academy of Forensic Sciences, conceiving a brand new study protocol for creating security procedures designed to safeguard astronauts engaged in long-duration space travel.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">When NASA began its operations in 1958, no one could have ever foreseen what would occur over the next 50 years as humans discovered that the sky was no longer a limit. From the Mercury Program (1959) to the International Space Station (1988 to date), NASA has launched more than 100 manned flights. It is now about to enter a new era of space exploration with future missions to Mars. Moreover, it not unreasonable to say that in the next decades, space tourism will become an achievable dream.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Even if no emergency has happened so far, NASA established a partnership in 2002 with the U.S. National Institute of Justice to promote the knowledge of criminalistic techniques in the case of a crime being committed on a space mission. Nonetheless, forensic sciences still remain an understudied topic in space research.</span></div><div><strong class="fs12lh1-5"><br></strong></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 cf1">Neurosciences</span></strong></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Based on forensic neurosciences, the protocol specifically includes the evaluation of certain brain areas whose anomalies may generate antisocial behavior as well as the use of behavioral genetics to show how biological markers predictive of criminal behavior (polymorphisms) can trigger impulsive reactions in response to stress. This protocol may prove critical when space agencies are evaluating candidates for extra-orbital flights of long duration.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">In fact, these kinds of space voyages will subject astronauts to psychological and interpersonal stressors they have never experienced before, such as an unknown level of isolation, issues raised by forced cohabitation and the so-called Earth-out-of-view phenomenon that astronauts engaged in Mars missions will experience for the very first time in human history. All these risk factors can be critical in individuals with genes linked to violent behavior.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Over time, forensic neurosciences have become increasingly important in criminal proceedings. As a result, many courts of justice consider neurobiological and neuroimaging analyses essential to prove a defendant’s sanity. Starting from an analysis of recent case reports, this protocol examines the parameters related to behavioral genetics, neuroanatomy and cognitive physiology that underlie the mechanisms dedicated to controlling impulsive behavior and aggressivity in both a healthy individual and one suffering from psychic disorders.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Within behavioral genetic parameters, the protocol examines the monoaminergic system of an aspiring astronaut. Monoamines (e.g., serotonin, dopamine and norepinephrine) are the neurotransmitters usually dedicated to controlling impulsivity and aggression. Present at the brain level, they are synthesized by such enzyme actions as MAO-A (on the X chromosome) and catechol O-methyltransferase COMT. Thus, the genetic mutation of the MAO-A enzyme, as a polymorphic version of MAOA-L in the short variant, involves in carrier individuals an inclination toward aggressivity or impulsive acts that may lead to violent anti-social manifestations.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">The protocol also examines the candidate’s wa key modulator in serotonergic transmission able to inhibit aggressive behaviors and coding for the serotonin transporter (SERT). Any reduction of serotonin in the brain may therefore result in an increase in impulsive and aggressive behavior.</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">Lastly, the protocol also examines an aspiring astronaut’s dopaminergic system. Indeed, the dopaminergic circuits are involved in controlling such fundamental functions for emotional behavior as approaching an objective, motivations, attention, learning and gratification. Finding reduced sensitivity in the dopaminergic system may thereby increase pathological aggressive behavior.</span></span></div><div><strong class="fs12lh1-5"><br></strong></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 cf1">Brain imaging</span></strong></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">The protocol anticipates brain imaging diagnostic tests to assess how brain areas dedicated to controlling violent behavior function. An aspiring astronaut will undergo a computerized EEG analysis that selectively maps electrical activity in specific brain areas; computed tomography (CT); functional magnetic resonance imaging (fMRI); positron emission tomography (PET); magneto-encephalography (MEG), and single photon emission computed tomography (SPECT). The latter examination evaluates information exchange at the synaptic connection level, considering the energy produced in the brain by burning glucose with oxygen. In fact, the glucose and oxygen transported by blood flow to a greater extent to where brain activity is in progress. In this regard, the PET measures glucose consumption, while the fMRI detects the blood flow.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">A neuroanatomical analysis of the brain’s structure and its functions instead allows any anomalies in the brain of an aspiring astronaut to be detected. The forebrain, where the cerebral cortex resides, is the area most dedicated to regulating violent behavior. The cerebrum is the seat of the limbic system, the region delegated to emotions. The protocol thus takes into consideration the limbic system, reviewing the literature that analyzes the dysfunction and lesser capabilities of the thalamus, hippocampus, midbrain, prefrontal cortex and amygdala. In particular, the increase of white matter in the corpus callosum or the reduction of gray matter in the prefrontal cortex has been observed in sociopathic individuals with antisocial behaviors.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">The protocol also provides for an in-depth analysis of the hypothalamic-pituitary-adrenal axis in controlling and adapting to stress, as well as examining the connections between the limbic system (the seat of emotions) and the prefrontal cortex (impulse control including aggressive impulses). A detailed analysis of the amygdala permits an evaluation of the control of predatory and affective attacks. In fact, the amygdala is involved in emotional generation and its dysfunction. As mentioned, it leads to the manifestation of impulsive or violent behaviors.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">For example, a decrease of its volume equal to 18% has been found in sociopathic individuals. The protocol then analyzes hippocampal activity in the regulation of aggressive instincts. This brain region plays a primary role in emotional response in general and in fear conditioning in particular.</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">Moreover, studies report that reduced hippocampal function is to be placed in relation to high levels of psychopathy. The analysis of the thalamus permits evaluating the connection between the limbic emotional areas and the cortical zones, while an examination of the midbrain in the active phase pertains to the management of aggressive impulsive behaviors. Finally, the investigation of the posterior cingulate cortex, an area of the brain located inside the midbrain, allows anger management to be evaluated.</span></span></div><div><strong class="fs12lh1-5"><br></strong></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 cf1">Neurolaw</span></strong></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">As expected, the protocol examines neurocriminology’s contribution in the field of case law. In particular, the results have been evaluated in the following Italian criminal trials.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><em><span class="cf1">The Bayout case</span></em><br><span class="cf1">Involved in a fight in 2007 in Udine, an Algerian, under stress, kills the individuals who had provoked him. During the process, anomalies were detected in five of the genes linked to violent behavior, including one gene polymorphism (MAO-A). The Court of Justice declared that being a carrier of the low activity allele for the MAOA gene (MAOA-L) made Bayout “more prone to manifesting impulsive and aggressive behavior if provoked or socially excluded as well as particularly reactive in terms of aggressivity in stressful situations,” (Judgment of the Court of Assizes of Appeal of Trieste (Italy) no. 5 09/18/2009).</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><em><span class="cf1">The Albertani case</span></em><br><span class="cf1">The Criminal Court of Como condemned a woman accused of multiple murders. The neuroscientific investigations verified the alleles associated “with an increased risk of impulsive, aggressive and violent behavior” (from Ruling 05/05/2011 #536), like the low-activity MAO-A allele, SCL6A4 (STin2 polymorphism) and COMT (rs4680 polymorphism). Neuroimaging examinations (including voxel-based morphometry) determined an abnormal density of gray matter in the woman’s brain and in the anterior cingulate. In fact, the volume of gray matter in the anterior cingulate gyrus was abnormal, compared with that in the control group of 10 neurotypical women. As stated, the cingulate gyrus is designed to inhibit automatic and instinctive behaviors as well as regulate aggressive reactions and a propensity to lie in critical situations (Court of Como (Italy), Ruling 05/05/2011 no. 536).</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">The protocol is thus implemented together with the psychological and aptitude tests usually used in astronaut selection to assess the astronaut candidate’s genetic and neuroanatomical profile. Finally, research supporting the development of this protocol demonstrates the undoubted advantages that forensic sciences and neurocriminology can contribute to an unlikely field like space exploration.</span></div><div><strong class="fs12lh1-5"><br></strong></div><div><span class="fs12lh1-5"><strong><span class="cf1">Vincenzo Lusa, JD,</span></strong><em><span class="cf1"> </span><span class="cf1">is a professor of forensic anthropology at Pontifical University S. Bonaventura in Rome and a professor of Criminal Law at UNISED University (Milan). His main research interests focus on crime responsibility and the neuroscience of intent.</span></em></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><strong><span class="cf1">Annarita Franza, Ph.D.,</span></strong><em><span class="cf1"> </span><span class="cf1">is a professor of Anthropology at University of Florence. Her main research interests focus on forensic anthropology and neurocriminology.</span></em></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Jun 2017 23:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vivo cordoglio per la prematura scomparsa del Prof. Dublo]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Il presidente nazionale Deborah Capasso de Angelis, il segretario generale Massimo Blanco e i dirigenti dell'Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti esprimono vivo cordoglio per la prematura scomparsa del Prof. Carmelo Dublo, grande professionista della grafologia forense e persona dalle inestimabili qualità umane. Carmelo, ci sei sempre stato per tutti senza mai risparmiarti. Il vuoto che lasci è immenso. Ancora non riusciamo a metabolizzare quanto è accaduto ma sappiamo sin d’ora che ci mancherai. Ci mancheranno il tuo spirito d’iniziativa, le tue doti organizzative, il tuo spiccato senso del dovere e la tua saggezza. Riposa in pace amico e collega carissimo. Sarai sempre nei nostri cuori.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il Prof. Dublo, tra le molte attività forensi svolte nel corso della sua carriera, è stato protagonista della riapertura del caso dell'omicidio della Baronessa di Carini.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5">Riproduzione riservata</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 May 2017 23:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Concorso al Ministero della Giustizia per Criminologi]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Comunicati"><![CDATA[Comunicati]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div><span class="fs12lh1-5">Il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - Provveditorato Regionale del Lazio, Umbria e Molise - ha decretato un avviso pubblico di selezione, per titoli preferenziali e colloquio d'idoneità, per l'assunzione di Professionisti Esperti Psicologi e Criminologi Clinici.<br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Gli Enti di Detenzione coinvolti sono attinenti ai Distretti delle Corti d’Appello di Roma, Aquila e Campobasso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Requisiti richiesti per i criminologi:</span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">Laurea in Psicologia Magistrale o Vecchio Ordinamento;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Attestato di Specializzazione o Master in Criminologia Clinica, acquisiti mediante Università o Scuole di Specializzazione individuate dal M.I.U.R.</span></li></ul><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 00:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Sulla scorta degli uomini coraggiosi”]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div><big class="fs12lh1-5">La Sezione Sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni ed antimafia sociale della Regione Puglia e l’Associazione “Nomeni, per Antonio Montinaro” danno vita alla iniziativa “Sulla scorta degli uomini coraggiosi”.</big></div><div><big class="fs12lh1-5">Quarto Savona 15 è il nome in codice della squadra cui era assegnata la tutela di Giovanni Falcone. Il salentino Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani persero la vita, assieme a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, il 23 maggio 1992 alle 17.58 nell’attentato messo in atto da Cosa Nostra a Capaci.</big></div><div><big class="fs12lh1-5">Matilde e Tina Montinaro, rispettivamente sorella e moglie di Antonio, hanno espresso il desiderio che la macchina su cui lavoravano Antonio, Rocco e Vito, potesse attraversare la regione in cui Antonio e Rocco sono nati e cresciuti.</big></div><div><span class="fs12lh1-5"><big></big></span></div><div><big class="fs12lh1-5">“La Puglia ricorda Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani - dichiara il presidente della Regione Puglia <b>Michele Emiliano</b> – facendo tesoro della lezione di Carmela, madre di Antonio, che voleva onorarne la memoria come agenti della scorta e come uomini, attraverso i loro nomi, le loro storie, i loro valori di servitori dello Stato che hanno dato tutto per difendere la democrazia. Per la prima volta arriverà in Puglia la Quarto Savona 15 che percorrerà la regione da nord a sud. &nbsp;Con essa viaggerà non solo la testimonianza di quanto accaduto, ma anche un messaggio di legalità e di lotta alle mafie che intendiamo rinnovare e rafforzare”.</big></div><div><span class="fs12lh1-5"><big></big></span></div><div><big class="fs12lh1-5">“La possibilità che le cittadine e i cittadini della Puglia avranno di vedere con i propri occhi cosa ha significato il sacrificio di Antonio, Rocco e Vito, e cosa può provocare la violenza terrorista della mafia, credo abbia un valore più forte di mille convegni - commenta Stefano Fumarulo, dirigente della Sezione antimafia sociale della Regione Puglia - In questa fase in cui troppo spesso si accusa l’antimafia sociale di fare retorica, la Puglia, insieme e grazie ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, ha organizzato un momento di riflessione molto concreto.”</big></div><div><span class="fs12lh1-5"><big></big></span></div><div><big class="fs12lh1-5">“Per me, per Tina e per i suoi figli Gaetano e Giovanni - spiega <b>Matilde Montinaro</b>, sorella di Antonio - portare la teca contenente l’auto dal nome in codice Quarto Savona 15 rappresenta un messaggio importante per chi vuole capire veramente ciò che è stato quel 23 maggio di ventiquattro anni fa. La Quarto Savona 15 era l’auto apripista della scorta del giudice Falcone e su quell’auto Antonio, Rocco e Vito condividevano non solo le paure di quel momento ma anche sogni e soprattutto speranze. Per tutta la Puglia, da nord a sud, il suo passaggio significherà un momento di memoria condivisa e rappresenterà soprattutto la speranza che quella Croma possa continuare a camminare attraverso ognuno di noi, perché quella strage del 23 maggio in realtà non l’ha mai fermata”.</big></div><div><span class="fs12lh1-5"><big></big></span></div><div><big class="fs12lh1-5">La Quarto Savona 15 toccherà le città di Foggia, Andria, Bari, Triggiano (città natale di Rocco Di Cillo), Mottola, Taranto, Cisternino, Brindisi e<b>Calimera</b> (città natale di Antonio Montinaro).</big></div><div><big class="fs12lh1-5"><br></big></div><div><span class="fs12lh1-5"><big></big></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5">PROGRAMMA</b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><big></big></span></div><div class="imTAJustify"><big class="fs12lh1-5">9 maggio: Foggia</big></div><div><big class="fs12lh1-5">13 maggio: Andria</big></div><div><big class="fs12lh1-5">14 e 15 maggio: Bari</big></div><div><big class="fs12lh1-5">16 e 17 maggio: Triggiano (BA)</big></div><div><big class="fs12lh1-5">18 maggio: Mottola (TA)</big></div><div><big class="fs12lh1-5">19 maggio: Taranto</big></div><div><big class="fs12lh1-5">20 maggio: Ceglie Messapica (BR)</big></div><div><big class="fs12lh1-5">21 maggio: Mesagne (BR)</big></div><div><b><big class="fs12lh1-5">Dal 22 al 29 maggio: Calimera (LE)</big></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 23:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In memoria di Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, e Vito Schifani, gli Uomini della Quarto Savona Quindici]]></title>
			<author><![CDATA[ANCRIM Settore Comunicazione]]></author>
			<category domain="https://www.ancrim.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div><span class="fs12lh1-5">Sabato 9 aprile 2016, a Corsico (MI), si è tenuta la manifestazione intitolata “Una storia di Eroi” organizzata dalla Città di Corsico in collaborazione con l’Università Popolare UNISED e l’associazione “Quarto Savona Quindici”. L’evento si è svolto in due fasi: la prima presso l’Istituto scolastico Omnicomprensivo di Corsico; la seconda nel centro della Città.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Alle 9,30 è iniziata la prima cerimonia di apertura nel cortile della scuola. Il sindaco di Corsico Filippo Errante, il questore di Milano dr. Antonio De Iesu e i comandanti provinciali dell'Arma dei Carabinieri colonnello Canio Giuseppe La Gala e della Guardia di Finanza generale Paolo Kalenda, oltre al colonnello Luca Franchini, comandante della Caserma Santa Barbara di Milano, hanno salutato le centinaia di studenti presenti. Sono seguiti gli interventi delle dirigenti scolastiche, Prof.ssa Amantea (IIS “Falcone-Righi”) e dott.ssa Bassi (Liceo “G.B. Vico”). Per finire, Tina Montinaro che ha raccontato di quel maledetto 23 maggio 1992. &nbsp;<b><i>«La memoria è importante, deve essere coscienza. Vorrei che tutti i giovani facciano da scorta alla nostra Italia. La Quarto Savona Quindici è l'auto che scortava Giovanni Falcone. Tutti noi siamo la Quarto Savona Quindici! Quella macchina continua a camminare perché dobbiamo dimostrare a quella gentaglia che la Quarto Savona Quindici non l'hanno fermata, perché continua a girare l'Italia e a macinare chilometri. Dovete fotografarla, essere curiosi, dovete farvi tante domande. Perché sono accadute determinate cose? Perché non viene fuori la verità? È questo che dovete pretendere: la verità!»</i></b>. Tina Montinaro, la “moglie” (non vuol essere chiamata “vedova”) di Antonio, ha parlato ai ragazzi come sempre: con il cuore. E con il cuore commosso e pieno di speranza i ragazzi le hanno manifestato tutto il loro affetto.</span></div><div><img class="image-0" src="https://www.ancrim.it/images/12998699_10206302614466802_883635099810570121_n.jpg"  width="980" height="737" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Alle 10,30, sulle note dell’Inno nazionale, è stata scoperta la teca contenente il relitto della “Quarto Savona Quindici”, nome in codice della Croma blindata marrone sulla quale viaggiavano Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, la quale fu investita in pieno dalla deflagrazione di 500 kg di tritolo e ritrovata dopo ore dall’attentato in un uliveto. Il 23 maggio 1992, a Isola delle Femmine (Pa), luogo esatto in cui si consumò la strage nota come “Strage di Capaci”, oltre agli Uomini della scorta, come tutti sanno persero la vita anche il giudice Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, anch’essa magistrato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dopo la cerimonia di apertura, nell’auditorium dell’Istituto, gli studenti delle classi quarta e quinta hanno incontrato Tina Montinaro insieme ai nostri docenti Massimo Blanco e Deborah Capasso de Angelis. Tina Montinaro e i criminologi hanno interagito con i presenti in sala i quali si sono dimostrati attenti e curiosi di conoscere non solo i particolari dell’attentato ma anche cosa si è fatto all’epoca e cosa si fa oggi per combattere la mafia. Tina, Blanco e Capasso, all’unisono, hanno affermato che il punto da cui partire per riuscire a sconfiggere la mafia è la scuola. Una scuola dove ogni bambino e ragazzo possano conoscere, interrogarsi e riflettere sui gravi danni che causa la mafia ad un meraviglioso Paese come l’Italia.</span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Alle ore 17, nel centro della Città di Corsico, davanti a centinaia di persone, il Sindaco ha aperto la cerimonia pubblica. Tina Montinaro ha raccontato la storia degli Eroi della scorta e, in particolare, di suo marito Antonio e della sua famiglia nel giorno del vile attentato mafioso. «Quel giorno, 500 chili di tritolo sono entrati in casa mia… mio marito ed io eravamo consapevoli che ogni giorno poteva essere quello in cui sarebbe successa una cosa del genere…» ha detto Tina. Davanti ad una folla commossa e indignata nel contempo, sono seguiti gli interventi dei docenti di UNISED Deborah Capasso de Angelis, Giovanni Sabatino, Massimo Blanco e dell’assessore Giacomo Di Capua.</span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Il ringraziamento di UNISED e della Quarto Savona Quindici va alla Giunta comunale di Corsico, dal Sindaco Filippo Errante agli assessori Di Capua e Mannino, nonché allo staff dell’Ufficio Comunicazione per aver coordinato in modo impeccabile l’organizzazione della manifestazione, coinvolgendo anche le scuole che hanno ospitato la prima fase dell’evento.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5">Riproduzione riservata</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 23:39:00 GMT</pubDate>
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